19 novembre 2019
Aggiornato 05:30
L'invito accolto solo dagli emiri di Qatar e Kuwait

Il re saudita non incontrerà Obama

l re dell'Arabia Saudita e altri tre monarchi del Golfo non parteciperanno al vertice tra Stati Uniti e i sei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, organizzato da Barack Obama per il 13 e 14 maggio alla Casa Bianca e a Camp David con l'obiettivo di rafforzare i legami con questi Stati preoccupati dalle trattative in corso tra Washington e Teheran sul nucleare iraniano.

WASHINGTON (askanews) - Il re dell'Arabia Saudita e altri tre monarchi del Golfo non parteciperanno al vertice tra Stati Uniti e i sei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, organizzato da Barack Obama per il 13 e 14 maggio alla Casa Bianca e a Camp David con l'obiettivo di rafforzare i legami con questi Stati preoccupati dalle trattative in corso tra Washington e Teheran sul nucleare iraniano. Solo gli emiri di Qatar e Kuwait hanno confermato la propria partecipazione al summit.

Delegazione guidata dal principe ereditario Mohammed
In assenza del re Salman, la delegazione saudita sarà guidata dal principe ereditario Mohammed bin Nayef e comprenderà anche il figlio minore del re e attuale ministro della Difesa, Mohammed bin Salman, regista dell'offensiva militare in corso in Yemen. Stando a quanto riferito dal ministro degli Esteri saudita, il re Salman non parteciperà all'evento perchè coincide «con il previsto cessate il fuoco umanitario in Yemen e l'inaugurazione del Centro per gli aiuti umanitari intitolato al re Salman».

Assenti per malattia
Anche il re del Bahrein, Hamad bin Issa al-Khalifa, sarà sostituto dal principe ereditario, stando a quanto riferito da fonti ufficiali. Saranno assenti per malattia, invece, il sultano dell'Oman, Qaboos, che sarà rappresentato dal suo vicepremier, e il presidente degli Emirati arabi uniti, Sheikh Khalifa bin Zayed al-Nahyan, che sarà sostituito dal principe ereditario di Abu Dhabi, Sheikh Mohammed bin Zayed al-Nahayan. 

Preoccupati per l'accordo con l'Iran
Al vertice, gli Stati Uniti cercheranno di rassicurare gli Stati del Golfo, preoccupati per il crescente disimpegno di Washington nella regione e per l'eventualità di un accordo entro giugno tra America e Iran. Alcuni diplomatici del Golfo hanno espresso in privato forte timore per la crescente influenza iraniana nella regione. Per questo motivo i leader del Golfo chiederanno agli Stati Uniti forniture di armi sofisticate, come il caccia F-35, e nuovi accordi di difesa per definire i termini e gli scenari in cui sarebbe richiesto l'intervento militare di Washington in caso di minacce da parte di Teheran.

Strutture di difesa comune nel Golfo
Stando a quanto riferito da un funzionario americano, uno degli obiettivi principali di questo summit dovrebbe essere comunque la creazione di una struttura di difesa comune nel Golfo, riguardante «l'anti-terrorismo, la sicurezza marittima, la sicurezza informatica e i sistemi di difesa contro i missili balistici». Washington e gli Stati del Golfo dovrebbero anche discutere dei conflitti in corso in Iraq, Libia e Siria.