12 dicembre 2019
Aggiornato 08:30

Bomba della Cia: ecco chi ha ordinato l'omicidio del giornalista saudita

L'intelligence americana è convinta che la responsabilità della morte di Jamal Khashoggi ricada direttamente sull'erede al trono, il principe Mohammed bin Salman

WASHINGTON – Gli Stati Uniti faranno in modo che i responsabili della morte di Jamal Khashoggi siano chiamati a «rendere conto» del misfatto. Questa la promessa fatta dal vicepresidente Mike Pence, poche ore dopo la rivelazione-bomba: la Cia è convinta che a ordinare l'assassinio del giornalista dissidente saudita sia stato il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman. Ovvero l'erede al trono del Paese alleato chiave degli Usa e figura in diretto e stretto contatto con il genero del presidente americano Donald Trump. Secondo le fonti del Washington Post, con cui Khashoggi collaborava, la Central Intelligence Agency è giunta alla conclusione che l'assassinio consumato il 2 ottobre nel consolato saudita di Istanbul sia stato necessariamente ordinato dal principe Salman. Per due ragioni, in grande sintesi: le registrazioni fornite agli Usa dalla Turchia puntano in quella direzione e, soprattutto, è inimmaginabile che il principe ereditario non fosse al corrente.

Le prove a carico
Il Post cita persone «al corrente del dossier» Cia e assicura che negli ambienti dell'intelligence c'è visione condivisa sulla vicenda. Anche alla luce di una telefonata tra il fratello del principe ereditario, Khalid bin Salman, che è l'ambasciatore saudita negli Stati Uniti, con lo stesso Khashoggi. Le fonti che hanno parlato dietro condizione di anonimato hanno raccontato che Khalid disse a Khashoggi di andare al consolato saudita ad Istanbul per ritirare i documenti che gli sarebbero serviti per il suo nuovo matrimonio e lo rassicurò sul fatto che non avrebbe corso nessun pericolo. Il quotidiano Usa precisa che non è chiaro se Khalid fosse al corrente che Khashoggi sarebbe stato ucciso. Ma le fonti del giornale affermano che la chiamata avvenne su indicazione del fratello. Una portavoce per l'ambasciata Saudita Washington, Fatimah Baeshen, ha detto che l'ambasciatore e Khashoggi non hanno mai discusso «alcuna cosa che implicasse andare in Turchia». E ha aggiunto che le asserzioni contenute nel «presunto rapporto della Cia sono false. Abbiamo sentito e continuiamo a sentire diverse teorie senza vedere le minime prove per queste speculazioni», ha affermato la portavoce. La conclusione della Cia sul ruolo del principe ereditario saudita è anche basata sulla constatazione della forza della leadership di Mbs (acronimo con cui viene indicato Mohammed bin Salman).

Non poteva non sapere
Insomma, gli analisti dei servizi «hanno accettato di ritenere che è impossibile che questa vicenda sia accaduta senza che lui fosse al corrente o in qualche modo implicato», ha spiegato un funzionario Usa a conoscenza delle conclusioni della Cia. L'intelligence Usa considera Bin Salman «un buon tecnocrate, ma anche mutevole e arrogante, una persona che può perdere la testa in un attimo, che sembra non capire che ci sono alcune cose che non si possono fare». I funzionari CIA ritengono comunque che il principe ereditario sia saldo al potere e non rischi di perdere il suo status di erede al trono malgrado lo scandalo dell'assassinio di Khashoggi. «C'è consenso sul fatto che probabilmente sopravviverà» a questo brutto affare, ha detto una fonte anonima, aggiungendo che il ruolo di Mbs come futuro re è «dato per scontato». Il Washington Post ha chiesto un commento alla Cia, ma il portavoce contattato a declinato la richiesta. Due giorni fa la procura saudita annunciato l'incriminazione di 11 persone considerate direttamente coinvolte nell'omicidio del giornalista noto per le sue critiche alla politica del principe ereditario. A stretto giro, l'amministrazione Usa ha imposto misure punitive su 17 persone proprio per il presunto ruolo nell'omicidio Khashoggi. L'omicidio di Kashoggi ha provocato una crisi nella politica estera della Casa Bianca, facendo sorgere dubbi su quanto gli Usa possano fare affidamento sull'Arabia Saudita come alleato chiave nella regione mediorientale. Il presidente Trump ha evitato di puntare il dito direttamente contro il principe Bin Salman, che ha un rapporto particolarmente stretto con Jared Kushner, suo genero e consigliere. Trump, hanno riferito fonti della Casa bianca, ha visionato le presunte prove del coinvolgimento del principe nell'omicidio, ma rimane scettico al riguardo.