22 ottobre 2019
Aggiornato 00:30
Caso Khashoggi

Khashoggi ucciso a Istanbul, per Trump «versione di Riad credibile». Ma non cancellerà i contratti militari con l'Arabia Saudita

Di fronte all'ammissione dell'Arabia Saudita il presidente USA dice che è «presto» per parlare di sanzioni

WASHINGTON - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump considera credibili le spiegazioni saudite sulla morte di Jamal Khashoggi, dopo che Riad ha ammesso che il giornalista è morto all’interno del consolato saudita a Istanbul. A un reporter che gli ha chiesto se giudicava la versione di Riad «credibile», Trump ha risposto: «Sì, sì», due volte. «Ancora una volta, è presto, non abbiamo terminato la nostra valutazione o indagine, ma penso che sia un passo molto importante», ha aggiunto il presidente. Per quanto riguarda le possibili sanzioni contro Riad, Trump ha spiegato che è ancora «troppo presto per parlarne». «Vogliamo vedere, stiamo indagando in questo momento, abbiamo un sacco di persone che ci lavorano e abbiamo altri Paesi che ci lavorano, come sapete, è un problema molto serio».

La difesa di 600mila posti di lavoro
Il presidente Usa ha quindi ammesso che «preferisce non utilizzare», come rappresaglia, la cancellazione di contratti militari con l’Arabia Saudita, «l’equivalente di 110 miliardi di dollari di lavoro, che significa 600mila posti di lavoro». L’Arabia Saudita ha confermato che il giornalista dissidente Jamal Khashoggi, scomparso il 2 ottobre, è stato ucciso nel consolato saudita di Istanbul. A riportarlo è l’agenzia di stampa ufficiale saudita SPA. «Le discussioni tra Khashoggi e le persone che ha incontrato nel consolato del regno a Istanbul sono sfociate in una colluttazione, che ha portato alla sua morte», ha indicato l’agenzia, citando la procura.

Com'è andata
Diciotto persone, tutte di nazionalità saudita, sono state arrestate nell’ambito dell’inchiesta. Inoltre, il capo dei servizi di intelligence sauditi, Ahmad al-Assiri, è stato licenziato, insieme a un altro alto consigliere. Il re saudita Salman ha ordinato la creazione di una commissione ministeriale, presieduta dal principe ereditario Mohammed bin Salman, per riformare i servizi d’intelligence sauditi. Questa commissione dovrà «definire in modo preciso i poteri» dei servizi. La Casa Bianca aveva subito espresso profonda «tristezza» per la conferma della morte di Khashoggi. E anche il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, si è detto «profondamente turbato» per la notizia.