2 marzo 2021
Aggiornato 12:00
A pochi giorni dalle elezioni, brusca frenata della crescita

L'economia affossa Cameron

La crescita economica nel Regno unito è rallentata molto più del previsto nel primo trimestre, una pessima notizia per il premier David Cameron, che sperava di far valere un bilancio economico positivo per convincere gli indecisi.

LONDRA (askanews) - La crescita economica nel Regno unito è rallentata molto più del previsto nel primo trimestre, una pessima notizia per il premier David Cameron, che sperava di far valere un bilancio economico positivo nella lotta all'ultimo voto per le elezioni che si terranno tra nove giorni, dall'esito estremamente incerto. La crescita del prodotto interno lordo è rallentata allo 0,3%, secondo le prime stime dell'Ufficio nazionale di statistica, dallo 0,6% dell'ultimo trimestre del 2014, il più debole da fine 2012. Il dato è inferiore anche alle attese degli analisti, che pronosticavano un più 0,5%. Su base annua la frenata è ancora più evidente: 2,4% dal 3,0%.

Calano edilizia e produzione industriale
L'ultimo importante dato economico prima del voto del 7 maggio mostra che la ripresa britannica poggia soprattutto sui consumi, mentre il settore dei servizi, colonna portante dell'economia britannica, è l'unico a segnare una crescita, seppur contenuta: più 0,5%. Male il settore delle costruzioni, meno 1,6%, e la produzione industriale è in calo dello 0,1%. L'Ufficio statistico compila la prima stima con meno della metà dei dati necessari per produrre la cifra finale, che potrebbe quindi essere diversa.

Duro colpo per Cameron
Si tratta comunque di un duro colpo per il governo conservatore del premier Cameron, in vista di un voto che si preannuncia serratissimo. Howard Archer, capo economista di IHS Global Insight, parla di una "scossa" per i partiti della coalizione di governo. «Dato che conservatori e liberaldemocratici sperano che gli indecisi alla fine votino per loro grazie alla loro gestione dell'economia, questo marcato rallentamento della crescita è una notizia particolarmente negativa a poco più di una settimana dal voto».

Conservatori e laburisti testa a testa
I conservatori e i laburisti sono testa a testa senza maggioranza assoluta e il sistema maggioritario uninominale, unito all'intreccio delle alleanze, rende impossibile prevedere chi sarà il prossimo inquilino del 10 di Downing Street: ancora Cameron o il rivale labour Ed Miliband. «I dati sul Pil mostrano che la nostra economia continua a crescere, ma non possiamo considerare la ripresa come acquisita. Non mettiamola in pericolo con Ed Miliband e l'SNP», il partito nazionalista scozzese, ha scritto Cameron su Twitter. «I tories hanno passato settimane a darsi pacche sulle spalle, ma i dati mostrano che non hanno fatto ripartire l'economia per le famiglie che lavorano» ha contrattaccato Ed Balls, Cancelliere ombra laburista, che ha parlato dei rischi economici dell'accelerazione dell'austerità e dell'uscita dall'Unione europea, mentre Cameron ha promesso un referendum sul tema se verrà rieletto.

2014 positivo per l'economia britannica
Nel 2014 l'economia britannica aveva premiato il governo, con una crescite del 2,8%, una disoccupazione in calo e un'inflazione prossima allo zero, che amplia il potere d'acquisto delle famiglie. Ma l'opposizione sottolinea il peggioramento dello condizioni di vita delle classi più modeste e il boom dei contratti di lavoro precari.

Serve un nuovo piano per la crescita?
Secondo la segretaria generale della Confederazione dei sindacati, Frances O'Grady, il Paese necessita di un nuovo piano per la crescita, basato sugli investimenti in infrastrutture e su posti di lavoro con salari decenti. «La ripresa più lenta della storia è rallentata di nuovo. E' una cattiva notizia per l'occupazione e gli standard di vita. Inoltre i conservatori preparano tagli estremi dopo il rischio elezioni, che uccideranno completamente la ripresa e faranno sprofondare nuovamente l'economia in crisi». Assai meno pessimisti gli economisti privati. L'aumento dei redditi reali delle famiglie, dopo un periodo di vacche magre dovrebbe stimolare i consumi. «Il rallentamento proviene da settori volatili quali petrolio e costruzioni piuttosto che da una retromarcia della domanda» spiega Elizabeth Martins di HSBC. «Dovrebbe essere solo temporaneo» ha aggiunto Vicky Redwood di Capital Economics, che prevede una crescita tra il 2,5% e il 3% quest'anno.