19 settembre 2019
Aggiornato 02:00
Il Cremlino risponde alle perplessità di Angela Merkel

Putin non vede motivo per non vendere S300 all'Iran

Secondo Vladimir Putin, l'embargo sui missili S300 all'Iran non aveva più senso di esistere, visto che non era previsto nelle sanzioni Onu e, a suo avviso, quelle armi non cotituirebbero una minaccia per Israele. Per Putin, i parner iraniani stanno dimostrando una maggiore flessibilità e una volontà al compromesso.

MOSCA (askanews) - «Non vediamo alcuna ragione per mantenere l'embargo sulle forniture all'Iran» dei missili S300. Ai timori espressi dalla Germania e «dal cancelliere tedesco» Angela Merkel sulla decisione russa di revocare l'embargo sulla fornitura di S300 all'Iran, Vladimir Putin ha risposto durante la «linea diretta con la nazione», tradizionale appuntamento in cui risponde alle domande inviate da tutto il Paese.

Putin: nessuna minaccia per Israele
​Putin ha ribadito che gli S300 «non rappresentano una minaccia» a Israele e che «nella lista delle sanzioni Onu, questo tipo di fornitura non rientra. Non vediamo motivo per cui mantenere questa decisione unilaterale» ha aggiunto, sottolineando che fu una decisione di Mosca sospendere il contratto firmato nel 2007. «Inoltre - ha aggiunto - gli S300 sono tecnologia molto costosa, costa mezzo milione di dollari. E altri che vogliono comprarli non ci sono».

Motivo di deterrenza sulle vicende in Yemen
Anzi, secondo Putin gli S300 forniti all'Iran in un periodo come questo possono costituire un elemento di «deterrenza» in relazione a quanto accaduto sinora in Yemen. La revoca dell'embargo sulle forniture di missili S300 all'Iran è comunque dovuta alla relativa posizione più flessibile e pronta a un compromesso nei colloqui a sei Paesi sul suo programma nucleare, ha specificato Putin. «Oggi - e noi possiamo vederlo chiaramente - partner iraniani, stanno dimostrando decisamente maggiore flessibilità e una chiara volontà di raggiungere un compromesso sul programma nucleare iraniano», ha detto.