20 luglio 2019
Aggiornato 03:30
Elezioni britanniche 2015

Blair entra in campagna contro la «Brexit» di Cameron

L'ex leader, che ha occupato il numero 10 di Downing Street dal 1997 al 2007, in particolare metterà l'accento sui pericoli che un «Brexit» (British Exit) rappresenterebbe per l'economia britannica.

LONDRA (askanews) - L'ex premier laburista britannico, Tony Blair, scende oggi per la prima volta nella campagna elettorale per le legislative del 7 maggio, criticando la promessa dei conservatori di convocare un referendum sull'adesione del Regno Unito all'Unione europea. «Credo con forza che lasciare l'Europa diminuirebbe l'influenza del Regno Unito nel mondo, causerebbe danni gravi alla nostra economia e andrebbe contro delle qualità e delle ambizioni che da sempre ci contraddistinguono come una grande nazione nel mondo», dichiarerà dal suo ex collegio di Sedgefield (Nord Est dell'Inghilterra), secondo degli estratti del suo intervento. L'ex leader, che ha occupato il numero 10 di Downing Street dal 1997 al 2007, in particolare metterà l'accento sui pericoli che un «Brexit» (British Exit) rappresenterebbe per l'economia britannica.

Per soddisfare l'ala euroscettica del suo partito conservatore l'attuale Primo ministro, David Cameron, ha promesso di organizzare entro la fine del 2017 un referendum sul mantenimento del Paese nell'Ue se i Tories vinceranno lo scrutinio di maggio. «E' stata una concessione al suo partito, une manovra per ottenere dei voti dall'Ukip, una concessione all'endemico sentimento antieuropeo di una parte dei media», esclamerà Tony Blair nel suo discorso, aggiungendo che David Cameron «non crede davvero neanche lui che dovremmo lasciare l'Europa».

Ad un mese esatto dal voto, l'ex leader laburista annuncerà ufficialmente il suo appoggio al candidato del suo partito, Ed Miliband. Ha dimostrato di essere «in grado di dominarsi, che ha le sue convinzioni ed è determinato a realizzarle anche se sono controcorrente», dichiarerà ancora Blair.

Ed Miliband si è mostrato particolarmente insistente di recente sull'Unione europea, affermando che un Brexit sarebbe un «disastro» per il Paese. Le elezioni del 7 maggio si annunciano molto serrate; i sondaggi continuano a confermare un testa-a-testa fra conservatori e laburisti con circa un terzo delle intenzioni di voto ciascuno.