3 aprile 2020
Aggiornato 22:00
Medio Oriente

Gaza, sono 400mila i bambini che hanno bisogno di aiuto

Uno degli effetti del conflitto tra Israele e Gaza è stato il danneggiamento delle scuole. Secondo le Nazioni Unite, molti edifici sono divenuti rifugi per gli sfollati interni. All'inizio di settembre, l'UNRWA ha riferito che più di 50.000 persone hanno trovato riparo in 31 scuole.

GAZA - Uno degli effetti del conflitto tra Israele e Gaza è stato il danneggiamento delle scuole. Secondo le Nazioni Unite, molti edifici sono divenuti rifugi per gli sfollati interni. All'inizio di settembre, l'UNRWA ha riferito che più di 50.000 persone hanno trovato riparo in 31 scuole. «I piani per la costruzione di altri edifici scolastici sono stati fermati. Manca il materiale, dicono» - racconta Samy Ajjour, Coordinatore di SOS Villaggi dei Bambini in Palestina - «I bambini sono comunque tornati a scuola, nella striscia di Gaza. Molti hanno bisogno di particolare attenzione e sostegno psico-sociale per poter frequentare regolarmente le lezioni. La guerra ha inflitto loro un terribile trauma. Sono 400mila i bambini che hanno bisogno di aiuto!».
«Ero con la mia famiglia, a casa mia, per le vacanze estive, quando un razzo è atterrato vicino» - racconta Ghada, una ragazzina di 10 anni - «La gente urlava. Ricordo tanto sangue. Grazie alla Croce Rossa, sono stato portata di nuovo al Villaggio SOS. Ho ricominciato ad andare a scuola ma non riesco a concentrarmi in classe. Sono sempre triste. Non riesco a studiare come in passato. Non ho alcuna speranza per il futuro. Un assistente sociale SOS mi visita regolarmente per la consulenza e la terapia. Spero di poter dimenticare e ricominciare».

C'è una scuola SOS, all'interno Villaggio SOS di Rafah (situata a 30 chilometri a sud di Gaza). Attualmente, ci sono 170 bambini nella scuola primaria e 140 nella scuola materna. Durante la guerra, la scuola era rimasta chiusa. «Come avremmo potuto tenerla aperta? Era troppo pericoloso. Le scuole nei dintorni sono state attaccate dai razzi» - continua Ajjour - «I bambini non hanno avuto accesso all'istruzione per circa 50 giorni. L'abbiamo riaperta a settembre ma è stato difficile. Alcuni insegnanti avevano subito la perdita dei loro cari o la distruzione delle case. Stessa sorte è toccata a molti studenti».
La guerra ha avuto un impatto psicologico terribile su bambini, insegnanti e operatori sanitari. Sono state organizzate sessioni di consulenza individuale e di gruppo. «Grazie alla collaborazione con numerose ONG locali e internazionali abbiamo potuto offrire attività ricreative ai bambini: disegno, scrittura, canto e Dabke (una danza moderna araba popolare ndr).Abbiamo anche organizzato delle attività sportive come la corsa e giochi d'acqua. La scuola è anche questo».
«Dobbiamo tutti insieme impegnarci per aiutare la gente di Gaza a ricostruire le loro vite e di ristabilire una società vivace e diversificata e un'economia produttiva» - ha dichiarato Lodovico Folin Calabi, dell'UNESCO.

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