22 settembre 2021
Aggiornato 11:00
Lo rivela il quotidiano The Guardian

Siria, quattro ostaggi tra cui due italiane in mano alle milizie Isil

Le milizie jihadiste dello Stato Islamico (Is o Isil), responsabili della barbara decapitazione del giornalista americano James Foley, hanno sequestrato di recente quattro persone, tra cui due cittadine italiane, nella zona di Aleppo in Siria. Non è chiaro se si tratti di Vanessa Marzullo e Greta Ramelli.

LONDRA - Le milizie jihadiste dello Stato Islamico (Is o Isil), responsabili della barbara decapitazione del giornalista americano James Foley, hanno sequestrato di recente quattro persone, tra cui due cittadine italiane, nella zona di Aleppo in Siria. Lo sostiene il quotidiano britannico Guardian, nella sua edizione online.

Il giornale non specifica se le due italiane in questione siano effettivamente Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, le due volontarie delle quali la Farnesina ha confermato a inizio agosto l'irreperibilità. Le due ragazze sono state date per scomparse nella città del nord della Siria lo scorso sei agosto. Oltre a loro - prosegue il Guardian - sono stati rapiti un cittadino danese e uno giapponese, portando a più di venti il totale degli stranieri in mano allo Stato Islamico.

Si tratta di giornalisti, fotografi od operatori umanitari prelevati vicino Aleppo o Idlib, che successivamente sono stati trasferiti a Raqqa, «roccaforte» dello Stato Islamico nel nord della Siria. Quello dei rapimenti si è rivelato un business piuttosto remunerativo per i fondamentalisti islamici. Negli scorsi sei mesi almeno dieci ostaggi - tra i quali un danese, tre francesi e due spagnoli - sono stati rilasciati dopo estenuanti negoziati con i rapitori, che chiedevano riscatti.

Un ex ostaggio ha rivelato che il sospetto assassino comparso nel recente, agghiacciante filmato - che sembra tagliare la testa al reporter americano James Foley - era uno dei tre britannici che lo teneva prigioniero a Raqqa. Ha aggiunto che quell'uomo era responsabile delle trattative per il rilascio degli ostaggi e dei contatti con le loro famiglie via posta elettronica.

Ora l'attenzione sarà inevitabilmente rivolta ai prigionieri ancora in mano allo Stato Islamico.

Steven Sotloff, un giornalista freelance che ha collaborato con Time e Foreign Policy, fu rapito un anno fa vicino al confine tra Siria e Turchia. Nello sconvolgente filmato dell'uccisione di Foley, il destino di Sotloff viene legato alla possibilità che gli Stati Uniti fermino la loro campagna di raid aerei nel nord dell'Iraq, che ha spinto le milizie jihadiste ad abbandonare la zona strategica di Mosul.

Non ci sono tuttavia segnali di una pausa nei bombardamenti aerei dell'aviazione americana, malgrado la minaccia dello Stato Islamico. «Continuiamo a effettuare attacchi in Iraq», ha di recente affermato un portavoce del Pentagono. Anche se negli ultimi giorni lo Stato Islamico è stato duramente colpito in Iraq, in Siria il gruppo è tutt'altro che sulla difensiva. Utilizzando le armi sottratte ai soldati iracheni in fuga, gli estremisti stanno portando avanti la loro rappresaglia e hanno conquistato dodici villaggi a nord di Aleppo solo l'ultima settimana, minacciando ancora una volta la città.

Il destino di Aleppo determinerà in larga parte chi avrà la meglio nella devastante guerra civile in Siria e quello che resta del Paese.