11 dicembre 2019
Aggiornato 22:30

Gaza, nuova tregua di 72 ore

Da parte sua Hamas ha minacciato di riprendere il lancio di razzi se i colloqui al Cairo non porteranno a una svolta entro i prossimi tre giorni. Izzat al-Rishq, un rappresentante di Hamas in seno alla delegazione palestinese, ha detto chiaramente che «se non sarà raggiunto un accordo entro 72 ore (Hamas) abbandonerà i negoziati e non ci sarà un altro cessate il fuoco».

GAZA - E' in vigore dalla mezzanotte (le 23 in Italia) nella Striscia di Gaza una nuova tregua di 72 ore concordata da Israele e Hamas con la mediazione dell'Egitto. E visto che il cessate il fuoco sembra tenere in queste prime ore, Israele, lunedì mattina, ha deciso di inviare nuovamente al Cairo una sua delegazione per trattare una tregua più lunga. Lo riporta Ynet, l'edizione online dello «Yedioth Ahronoth».

Da parte sua Hamas ha minacciato di riprendere il lancio di razzi se i colloqui al Cairo non porteranno a una svolta entro i prossimi tre giorni. Izzat al-Rishq, un rappresentante di Hamas in seno alla delegazione palestinese, ha detto chiaramente che «se non sarà raggiunto un accordo entro 72 ore (Hamas) abbandonerà i negoziati e non ci sarà un altro cessate il fuoco».

Anche il leader di Hamas in esilio, Khaled Meshaal, ha spiegato che la nuova tregua di 72 ore è funzionale agli interessi palestinesi. «Fa parte della nostra tattica, far sì che la tregua regga per consentire l'accesso agli aiuti umanitari». Ma «qualsiasi cessate il fuoco più lungo sarà vincolato alla revoca dell'assedio alla Striscia di Gaza», ha aggiunto. «Uno dei risultati della guerra - ha proseguito - è che la questione del porto di Gaza è stata portata all'attenzione regionale e internazionale. I palestinesi devono poter viaggiare, studiare e andare in vacanza fuori della Striscia».

Israele si oppone all'apertura di un porto o di un aeroporto a Gaza, mentre è favorevole all'apertura del valico di Rafah, al confine con l'Egitto, una questione che i palestinesi devono negoziare con Il Cairo. Israele è d'accordo anche ad estendere le aree di pesca di fronte alla costa della Striscia, per agevolare i pescatori locali, ma vuole che i finanziamenti che i donatori internazionali hanno promesso per Gaza non finiscano nelle mani di Hamas, ma che siano gestiti dalle diverse organizzazioni che si occuperanno della ricostruzione della Striscia.

Nel conflitto, iniziato l'8 luglio scorso quando Israele ha lanciato un'operazione militare per fermare i continui lanci di razzi dalla Striscia contro il suo territorio, sono morti oltre 1.900 palestinesi e 67 israeliani (tre civili e 64 soldati).