17 novembre 2019
Aggiornato 19:00
Medio Oriente

Netanyahu: «Hamas è responsabile e Hamas pagherà»

I corpi senza vita dei tre giovani israeliani rapiti il 12 giugno scorso a Hebron sono stati ritrovati poco distante dalla località cisgiordana: lo ha confermato il viceministro della Difesa israeliano, Danny Danon, accusando Hamas di essere responsabile dell'omicidio e promettendo di «estirpare» l'organizzazione estremista palestinese.

GERUSALEMME - I corpi senza vita dei tre giovani israeliani rapiti il 12 giugno scorso a Hebron sono stati ritrovati poco distante dalla località cisgiordana: lo ha confermato il viceministro della Difesa israeliano, Danny Danon, accusando Hamas di essere responsabile dell'omicidio e promettendo di «estirpare» l'organizzazione estremista palestinese.

«Gli israeliani hanno la volontà e la determinazione necessarie per sopportare la prova di una lunga operazione con l'obbiettivo di estirpare Hamas», ha affermato Danon in un comunicato. «Dobbiamo distruggere le case degli attivisti di Hamas, annientare i loro arsenali ovunque, fermare il flusso di denaro che direttamente o indirettamente tiene in vita il terrorismo, e far pagare un prezzo pesante all'intera leadership palestinese».

Questa sera una riunione d'urgenza del gabinetto di sicurezza israeliano ha discusso la situazione e le probabili rappresaglie. I corpi dei tre giovani - Eyal Yifrah di 19 anni, Naftali Fraenkel e Gilad Shaar, gli ultimi due sedicenni - sono stati ritrovati a pochi minuti di cammino dal luogo in cui erano stato visti per l'ultima volta il 12 giugno scorso.

Il presidente israeliano Shimon Peres ha dichiarato che «l'intera nazionale china il capo con inesprimibile dolore questa sera». Mentre Hamas ha reagito dichiarando che qualunque offensiva israeliana «aprirà le porte dell'inferno. Se gli israeliani si lanciano in una escalation o in una guerra, apriranno le porte dell'inferno su di loro», ha esclamato il portavoce Sami Abu Zuhri parlando all'agenzia Afp.

Le ombre di una spirale di violenza irrefrenabile si addensano sulla regione. Immediate le reazioni di condanna dal mondo occidentale. Immediato anche il cordoglio in Italia per le tre giovani vittime. Il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, ha espresso il suo «grandissimo dolore» per l'uccisione dei tre giovani: «Siamo vicini a Israele in questo momento di grave lutto. Voglio porgere al governo e al popolo israeliano le condoglianze mie e dell'intero governo italiano per questi omicidi che condanniamo nel modo più fermo. Mi auguro che sia fatta piena luce su quanto accaduto e che i responsabili di questo vile atto ne rispondano quanto prima davanti alla giustizia».

«Faccio appello a tutte le parti affinché mostrino che chi attenta alla sicurezza di Israele non potrà prevalere minando la via del dialogo, unica speranza di pace vera e duratura nella regione», conclude il comunicato diffuso dalla Farnesina.

«Il ritrovamento dei corpi di Eyal, Gilad e Naftali è la notizia che nessuno di noi avrebbe voluto ricevere. In questo momento drammatico il mio pensiero va alle loro famiglie a cui va la mia personale solidarietà e la vicinanza del nostro Paese», ha scritto invece il presidente del Senato, Pietro Grasso, su Facebook. Il Consiglio dei Ministri a palazzo Chigi si è aperto in serata con un minuto di raccoglimento.

Cordoglio anche da parte della comunità ebraica di Roma: «Da Israele apprendiamo con immenso dolore del brutale assassinio dei tre giovani ragazzi rapiti 18 giorni fa da un commando di terroristi. Mentre parliamo, qui in Israele dove mi ero recato proprio per un viaggio di solidarietà alle famiglie dei seminaristi, la notizia è da pochi istanti ufficiale, il Paese intero è in lutto e piange i suoi tre ragazzi», ha dichiarato il presidente della comunità ebraica della capitale, Riccardo Pacifici.