22 febbraio 2020
Aggiornato 16:00
Medio Oriente | La questione palestinese

Palestinesi cercano l'appoggio dell'ONU

leader palestinesi vogliono lanciare alle Nazioni Unite una campagna per ottenere lo status di Stato non membro, grazie all'appoggio di almeno 150 Paesi. Intanto la Banca Mondiale chiede aiuti finanziari per i palestinesi. WFP invia in Cisgiordania alimenti per bambini

GERICO - I leader palestinesi vogliono lanciare alle Nazioni Unite una campagna per ottenere lo status di Stato non membro, grazie all'appoggio di almeno 150 Paesi. Lo ha annunciato il negoziatore palestinese Saeb Erakat durante una conferenza stampa a Gerico, precisando che questa campagna prenderà il via dopo il discorso del presidente palestinese Abu Mazen, il 27 settembre all'Onu. «Vogliamo riportare la Palestina sulla carta geografica, sui confini del 1967, con Gerusalemme Est come capitale, con il supporto di 150-170 Paesi» su 194, ha aggiunto.
Molto probabilmente il progetto verrà presentato «il 29 novembre, in occasione della Giornata della solidarietà con i palestinesi», ha detto Erakat.
Per essere adottata, la risoluzione deve ottenere il voto della metà più uno dei 194 Stati membri dell'Assemblea generale. In caso di esito positivo della votazione, la «Palestina potrà aderire a tutte le agenzie internazionali» delle Nazioni Unite, ha sottolineato il negoziatore.

La Banca Mondiale chiede aiuti finanziari per i palestinesi - La Banca Mondiale ha avvertito che la crisi finanziaria nei territori palestinesi rischia di mettere in crisi gli accordi di Oslo, e per questo ha esortato i donatori internazionali ad agire in favore dell'Autorità palestinese. Come riporta l'Independent, la Banca Mondiale ha chiesto anche a Israele di rimuovere gli ostacoli agli investimenti palestinesi nelle aree più fertili della Cisgiordania occupata.
L'Anp quest'anno registrerà una deficit di bilancio di 250 milioni di sterline, afferma la Banca Mondiale, che ha chiesto per questo i donatori internazionali a mantenere le loro promesse. «I donatori devono agire con urgenza di fronte alla grave crisi finanziaria in cui troverà a breve termine l'Autorità Palestinese», ha detto Mariam Sherman, direttore della Banca Mondial per la Cisgiordania e la Striscia di Gaza.

WFP invia in Cisgiordania alimenti per bambini - Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (Wfp) sta inviando in Cisgiordania più di un milione di barrette di datteri prodotte nella Striscia di Gaza; è il secondo lotto di snack per la scuola, prodotti localmente, che il Wfp invia in questa zona particolarmente povera. Circa 75.000 bambini in età scolare potranno beneficiare delle 76 tonnellate di barrette di datteri fortificate, arrivate con il carico di questa settimana, grazie ai progetti di alimentazione scolastica del Wfp attivi in circa 300 scuole nelle zone a più forte insicurezza alimentare della Cisgiordania.r> L'assistenza umanitaria del Wfp garantisce un legame economico vitale tra la Striscia di Gaza e la Cisgiordania, mentre il cibo prodotto localmente consente di rafforzare le misure di protezione sociale per i palestinesi più vulnerabili. Il settore industriale della Striscia di Gaza ha, infatti, poche possibilità di esportare il cibo.