18 settembre 2019
Aggiornato 00:30
La città che ospita convention democratica

Charlotte, la «Queen City» è il secondo centro finanziario del Paese

La convention del partito democratico è in programma a Charlotte, in North Carolina, da oggi a giovedì presso la Time Warner Cable Arena. Charlotte deve il suo nome alla regina consorte Charlotte of Mecklenburg-Strelitz, moglie di Giorgio III, re di Gran Bretagna e Irlanda. Albright: Non capisco le donne che votano Romney

CHARLOTTE - La convention del partito democratico è in programma a Charlotte, in North Carolina, da oggi a giovedì presso la Time Warner Cable Arena. Charlotte era una delle quattro città candidate, insieme a Cleveland, Minneapolis e St. Louis.
Secondo centro finanziario del Paese, dopo New York, la 'Queen City' ha una popolazione di circa 750.000 abitanti, 1.700.000 se si considera l'area metropolitana. Charlotte deve il suo nome alla regina consorte Charlotte of Mecklenburg-Strelitz, moglie di Giorgio III, re di Gran Bretagna e Irlanda (poi del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda) tra il XVIII e XIX secolo.

Giovedì la nomination di Obama e Biden - La convention democratica confermerà per la corsa alla Casa Bianca il ticket composto da Barack Obama e Joe Biden, che accetteranno la nomination giovedì sera al Bank of America Stadium (in caso di maltempo, lo faranno all'Arena). All'evento parteciperanno più di 5.500 delegati e decine di migliaia tra visitatori e media accreditati da ogni parte del mondo.
Il North Carolina è uno Stato vinto nel 2008 da Barack Obama, ma per soli 13.692 voti. Tra gli interventi più attesi, quello della first lady, Michelle Obama (oggi), e dell'ex presidente Bill Clinton (domani). La città di Charlotte per l'occasione sarà naturalmente blindata, perché la polizia americana teme manifestazioni contro il presidente Obama. Quattro anni fa, la convention democratica si era tenuta a Denver, in Colorado, dal 25 al 28 agosto, e Obama aveva accettato la nomination davanti a una folla di 84.000 persone.

Albright: Non capisco le donne che votano Romney - «Sinceramente non capisco come una donna possa voler votare per Mitt Romney, eccetto forse la signora Romney»: è quanto ha dichiarato in un'intervista all'Huffington Post l'ex Segretario di Stato Usa Madeleine Albright.
Nonostante la nettezza della sua affermazione, sottolinea l'Huffington Post, la posizione di Albright rispecchia però il disagio provato da molti democratici, uomini e donne, sul tono della campagna elettorale riguardo alle questioni femminili. L'ex Segretario di Stato ha ricordato le dichiarazioni del candidato repubblicano al Senato, Todd Akin, sul «vero stupro», bollandole come «uno dei commenti più oltraggiosi» di cui è stata testimone nei suoi 75 anni di vita. Quindi ha accusato Romney di essere «diventato prigioniero» di un partito che esclude l'aborto anche nei casi di stupro e incesto e che «nei fatti ritiene che le donne non dovrebbero avere voce».
Stando a un recente sondaggio condotto da CNN/Time, il Presidente Barack Obama ha un vantaggio di circa 10 punti sul suo avversario tra l'elettorato femminile.