19 agosto 2022
Aggiornato 19:30
Stati Uniti

Oltre 2mila invitati per la messa dedicata all'insediamento di Obama

Accompagnato dalla first lady Michelle Obama, dal vice presidente Joe Biden e dalla moglie Jill, Obama riceverà le preghiere dei rappresentanti di vari cleri, da quello protestante a quello cattolico, passando da quello cristiano ortodosso, musulmano, ebraico e sikh

NEW YORK - Sono circa 2.200 gli invitati che stanno riempiendo la National Cathedral di Washington, dove è in corso la tradizionale messa dedicata all'insediamento per il secondo mandato del presidente americano Barack Obama. Iniziata alle 10:30 ora locale, le 16:30 in Italia, la messa (visibile sul sito della cattedrale) prevede altissimi livelli di sicurezza al punto che gli invitati si sono dovuti presentare con una-due ore di anticipo.

Accompagnato dalla first lady Michelle Obama, dal vice presidente Joe Biden e dalla moglie Jill, Obama riceverà le preghiere dei rappresentanti di vari cleri, da quello protestante a quello cattolico, passando da quello cristiano ortodosso, musulmano, ebraico e sikh.

La curiosità è legata all'inclusione della Metropolitan Community Church, di stampo cristiano e impegnata nella difesa di gay e lesbiche. Un suo leader è chiamato a parlare durante la cerimonia per la prima volta, in linea con il discorso che proprio ieri Obama ha fatto supportando i diritti della comunità gay, parola quest'ultima mai usata prima di ieri in un discorso d'insediamento presidenziale.

Anche la location si sposa perfettamente con le posizioni liberal del presidente. Le coppie di persone dello stesso sesso potranno convolare a nozze proprio sull'altare di questa chiesa gotica, la stessa dove il presidente Jimmy Carter nel 1979 fu immortalato mentre copriva il suo volto con le mani durante un evento organizzato per pregare per la liberazione di americani tenuti in ostaggio in Iran.

A livello politico, tra i presenti ci sono il procuratore generale Eric H. Holder Jr, il segretario ai Trasporti Raymond H. LaHood, quello all'Agricoltura Tom Vilsack e la leader di minoranza alla Camera Nancy Pelosi (Democratica della California).

Si dimette il rappresentante al Commercio Ron Kirk - Il rappresentante al Commercio americano Ron Kirk ha comunicato che lascerà l'incarico alla fine del mese prossimo. Da quando è stato confermato nel marzo 2009, Kirk è stato il principale negoziatore degli Stati Uniti in ambito commerciale. In quel ruolo ha raggiunto accordi con Corea del Sud, Colombia e Panama.

Kirk aveva in passato detto di volere dimettersi alla fine del primo mandato del presidente americano Barack Obama ma ha poi scelto di continuare il suo lavoro, portando avanti l'agenda degli Stati Uniti come dimostrano gli incontri recenti con la controparte cinese.

«Abbiamo fatto grandi passi avanti per promuovere la visione del presidente di una politica commerciale più robusta, responsabile e reattiva che apre i mercati a prodotti 'Made in America' e difende i diritti commerciali degli americani nel mondo», ha dichiarato Kirk in una nota.

Non è chiaro quali siano i suoi piani futuri. Kirk potrebbe tornare in Texas, dove è stato sindaco di Dallas. Si parla anche di una sua candidatura come segretario al Commercio.

«Non c'è dubbio che Ron abbia apportato risultati per gli americani e la nostra economia», ha commentato Obama in un comunicato. «E' stato un promotore fantastico dei lavoratori americani», ha aggiunto il presidente.