4 giugno 2020
Aggiornato 17:30
Rapporto sul disastro nucleare in Giappone

Fukushima, errori dell'ex Premier Naoto Kan

Il Governo giapponese pensò addirittura di evacuare Tokyo: La preparazione prima dell'incidente nucleare fu insufficiente. Se vi fosse stata, penso che non vi sarebbe stata tanta diffusione di radiazioni. Solo per questo sento una responsabilità

TOKYO - E' passato quasi un anno dal devastante terremoto/tsunami che ha colpito il Giappone orientale e dal conseguente incidente nucleare di Fukushima, che dispiega ancora i suoi effetti. E a Tokyo infuria il dibattito su come è stata gestita l'emergenza e, in particolare, sulla risposta a Fukushima. Nel mirino, in particolare, la figura di Naoto Kan, il primo ministro in carica al momento della catastrofe. In un rapporto diffuso dell'indipendente Rebuild Japan Initiative Foundation (Rjif) Kan è accusato di aver fatto confusione col suo intervento diretto, rendendo la gestione della crisi ancor più difficile. Nello stesso rapporto anche la rivelazione-bomba: il governo arrivò a ipotizzare l'evacuazione di Tokyo, una delle megalopoli più abitate al mondo, nei momenti più drammatici della crisi.

Oggi l'agenzia di stampa Jiji ospita un'ampia intervista all'ex primo ministro. Il quale, tra espressioni di scuse di prammatica, punta decisamente il dito contro la Tokyo denryoku (Toden), cioè la Tokyo Electric Power Co. (Tepco) che gestisce la centrale Fukushima-1. Le informazioni che arrivavano dalla Tepco erano «insufficienti», secondo Kan. E il motivo stava tutto nel fatto che la Tepco non aveva proprio previsto che il sistema di alimentazione che garantiva il raffreddamento dei reattori potesse saltare.
«La preparazione prima dell'incidente nucleare fu insufficiente. Se vi fosse stata, penso che non vi sarebbe stata tanta diffusione di radiazioni. Solo per questo sento una responsabilità», afferma l'ex leader del Partito democratico giapponese e capo del governo. «Quando dico che la preparazione è stata insufficiente, intendo dire che si può parlare d'un disastro provocato dall'uomo. E' necessaria una profonda riflessione. Il fatto che non c'è stata preparazione è stato un grande fallimento», ammette.

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