27 settembre 2020
Aggiornato 02:30
a cinque anni dal terremoto

Connecting Hearts, la campagna di rinascita in ricordo di Fukushima

A cinque anni dal devastante terremoto che ha colpito il Giappone, Lush lancia una campagna per la rinascita di Fuskushima. Da venerdì 11 a lunedì 14 marzo in tutti i negozi Lush italiani sarà possibile scoprire l’incredibile storia dell’olio di colza giapponese e mostrare il proprio supporto scattando una foto con la cornice Connecting Hearts

ROMA - Da venerdì 11 marzo a lunedì 14 marzo, i negozi Lush di tutta Italia uniranno i propri cuori a quelli di Fukushima e supporteranno la campagna Connecting Hearts, promossa da Lush Giappone per ricordare il quinto anniversario del devastante terremoto. L’11 marzo 2011 la popolazione di Fukushima ha subito uno dei più grandi terremoti al mondo, cui sono seguiti uno Tsunami e l’orrore del disastro nucleare; da allora la popolazione di Fukushima lotta ogni giorno per la propria rinascita. Lush Giappone lotta con la popolazione supportando il Minamisoma Agricolture Regeneration Council, nella prefettura di Fukushima, per la produzione di uno speciale olio di colza.

L’olio di colza di Fukushima
Quello che rende speciale questo olio sono le sorprendenti capacità della colza di rimuovere dal suolo alcuni radioisotopi, tra cui il cesio radioattivo, presente in grandi quantità nei terreni contaminati dopo il disastro nucleare di Fuskushima. Gli elementi radioattivi vengono totalmente assorbiti dalla pianta di colza, mentre l’olio che si ottiene dalla spremitura dei semi risulta totalmente privo di contaminazioni radioattive. Il raccolto della colza permette ai coltivatori di Fukushima di decontaminare i terreni, rigenerare i campi per l’agricoltura e permettere alla comunità di ristrutturarsi e rinascere. Il processo che porta dalla coltivazione, all’estrazione fino alla commercializzazione dell’olio di colza permette la crescita di una nuova industria e può portare la regione a una nuova indipendenza finanziaria. A partire da questo incredibile olio, Lush ha creato un sapone per raccontare una storia d’amore, di speranza e di totale rinascita: il sapone Tsunagaru Omoi, letteralmente «Cuori che connettono», è il simbolo della speranza nel futuro, dell’importanza della connessione tra le persone, della rinascita di una comunità ferita che solo insieme riesce a essere più forte. In occasione del lancio del sapone, in vendita solo in Giappone, Lush ha promosso una campagna globale per supportare quelle comunità che ogni giorno lottano per ricostruire la propria vita dalle conseguenze del disastro.

La campagna Conneting Hearts
Lush Italia unisce con i orgoglio il proprio cuore a quello del Giappone: in tutti i negozi italiani i clienti saranno invitati a scattarsi una foto con la cornice «Connecting Hearts», gialla come il fiore della colza, e a postarla sui propri canali social per mostrare il proprio sostegno con l’hashtag #ForFukushima. La cornice rappresenta dei cuori intrecciati, come i cuori che si intrecceranno in tutto il mondo per Fukushima dal giorno dell’anniversario del disastro fino al 14 marzo, giorno in cui in Giappone si celebra il White Day, una festa durante la quale gli innamorati si scambiano regali esattamente un mese dopo San Valentino. Una ricorrenza che connette cuori in tutto il paese e rappresenta un’occasione perfetta per celebrare la speranza di una rinascita. «Dopo il disastro nucleare abbiamo lavorato per produrre un olio di colza sicuro e affidabile, privo delle sostanze radioattive che hanno contaminato il terreno - ha raccontato Mr. Sugiuchi, uno dei principali fornitori di olio di colza di Fukushima -. La richiesta del mercato di prodotti provenienti da Fukushima era molto bassa poichè si assumeva non fossero sicuri. Quando Lush è venuta da noi e ha voluto utilizzare il nostro olio nella produzione di un sapone non riuscivamo a crederci; poter raccontare la nostra storia alle persone in Giappone e in tutto il mondo era solo un sogno. Per noi oggi ciò che più conta è la connessione. Connessione con persone che lavorano per lo stesso obiettivo. Nessuno può farcela da solo, l’unico modo per far sì che le cose succedano, è farle insieme. Tsunagaru Omoi, cuori che connettono, rappresenta esattamente ciò che per noi ha maggiore valore. Non vediamo l’ora di intraprendere insieme a tutti voi questo percorso di rinascita verso il futuro».

#FORFUKUSHIMA
Dopo il devastante terremoto del 2011, Lush Giappone si è impegnatao per supportare il proprio paese donando prodotti ai centri di evacuazione, partecipando ad azioni di volontariato civile e aiutando oltre 120 progetti relativi al Great East Japan Earthquacke Restoration attraverso la crema New Charity Pot venduta nei negozi Lush di tutto il mondo, i cui proventi vengono interamente (meno l’IVA che va allo stato) devoluti ad associazioni che operano in difesa di diritti umani, animali o ambientali. Lush nel 2012 ha inoltre lanciato sul mercato FUN, un prodotto multiuso modellabile, un vero e proprio gioco per lavarsi: per ogni FUN venduto, 15 centesimi vengono devoluti al FunD, un fondo istituito per finanziare progetti, ad oggi oltre 30, per offrire giochi ed attività ricreative ai bambini copiti dal disastro nucleare di Fukushima. Lush Giappone si è inoltre attivata nella ricerca di nuovi fornitori per alcuni degli ingredienti alla base dei prodotti, come fragole e patate: dal disastro del 2011 si affida a 8 nuovi fornitori che operano nelle aree colpite dal terremoto e dallo Tsunami, nella prefettura di Fukushima, di Miyagi e di Iwate così da aiutarli a tornare ad essere indipendenti a livello finanziario. A cinque anni dal devastante terremoto, Lush Giappone ha lanciato tre prodotti per supportare la rinascita di Fukushima: il sapone Tsunagaru Omoi e due Furoshiki in edizione limitata, foulard in cotone organico utilizzati da Lush come alternativa sostenibile al packaging. L’olio di colza alla base del sapone e il cotone con cui sono realizzati i Furoshiki sono prodotti da due aziende di Fukushima; l’obiettivo è quello di favorire la ripresa economica attraverso il sostegno alla comunità e la spinta verso la rigenerazione dei campi per l’agricoltura.