26 maggio 2020
Aggiornato 06:30
Ipotesi tsunami formulata tra 2007 e 2009

Il disastro nucleare di Fukushima si poteva evitare

Per l'Agenzia internazionale sull'energia atomica l'incidente alla centrale nucleare di Fukushima era prevedibile, e la compagnia che ha in gestione l'impianto, la Tokyo Electric Power Co (Tepco), avrebbe dovuto applicare tutte le precauzioni necessarie

TOKYO – Per l'Agenzia internazionale sull'energia atomica (Aiea) l'incidente alla centrale nucleare di Fukushima si sarebbe potuto evitare, se la compagnia che ha in gestione l'impianto, la Tokyo Electric Power Co (Tepco), avesse applicato tutte le precauzioni necessarie, come le era stato chiesto di fare già dal 2007.

AIEA, RISCHI SOTTOVALUTATI - L'organizzazione delle Nazioni Unite ha preparato un documento di 240 pagine, diffuso ieri dall'agenzia stampa giapponese Kyodo News, dove ha messo nero su bianco le sue conclusioni sul disastro atomico che ha colpito il Giappone nel 2011, frutto del lavoro di 180 scienziato provenienti da 42 Paesi. Secondo l'agenzia Onu le autorità giapponesi avrebbero sottovalutato il rischio che la centrale di Daiichi potesse essere danneggiata da terremoti o tsunami, come difatti avvenne, nonostante fossero state avvertite della possibilità che ciò accadesse in più occasioni. Inoltre l'Aiea ha puntato il dito contro la Tepco che non ha preso nessuna inziativa a riguardo

TSUNAMI IPOTIZZATO DA 2007 - Nel rapporto è piegato che studi compiuti tra il 2007 e il 2009 avevano evidenziato come fosse probabile che un terremoto di magnitudo 8,3 potesse scatenarsi a largo di Fukushima, che in tale eventualità uno tsunami sarebbe stato inevitabile e che l'enorme onda d'acqua avrebbe facilmente colpito la centrale. Per l'Aiea «la centrale nucleare Fukushima Daiichi presentava alcune debolezze che non erano state valutate approfonditamente nelle valutazioni probabilistiche della sicurezza, come invece è raccomandato dagli standard sulla sicurezza della Aiea». Per quanto riguarda la Tepco «non ha preso misure temporanee provvisorie per rispondere alle nuove stime sull'altezza che avrebbe potuto raggiungere lo tsunami, cosa che neppure la Nisa (l'agenzia giapponese per la sicurezza atomica, ndr) gli ha chiesto di fare».

TEPCO IMPREPARATA - L'Aiea ha sottolineato come «prima dell'incidente non c'è stata abbastanza attenzione su quegli eventi esterni di bassa probabilità, che hanno grandi conseguenze. Ciò è dovuto in parte dalla convinzione in Giappone che le centrali nucleari siano costruite in base a progetti tecnici molto robusti, supposizione che si è rinforzata in molti decenni, che garantirebbero protezione sufficiente contro i rischi postulati». Infine la Tepco «non era preparata ad affrontare una perdita di potenza da più unità e il venir meno del sistema di raffreddamento a causa dello tsunami. Nonostante la Tepco avesse redatto diverse guide linea per gestire le emergenze, non aveva previsto questa combinazione di eventi».

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