11 luglio 2020
Aggiornato 02:30
Iran | Dossier nucleare

Obama: il mondo è unito di fronte al programma nucleare iraniano

Colloquio del Presidente americano con gli omologhi di Russia e Cina. Juppé: L'intervento militare come rimedio è «peggiore del male». Berlino respinge ogni dibattito sull'intervento militare. Londra: Tutte le soluzioni dovrebbero restare sul tavolo. Ci sarebbe Israele dietro l'esplosione all'arsenale (fonte intelligence)

KO OLINA - La comunità internazionale è unita di fronte al programma nucleare iraniano. Lo ha assicurato alle Hawaii il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che ha avuto un colloquio sull'argomento con i suoi omologhi di Cina e Russia, contrari a nuove sanzioni contro Teheran.
Durante una conferenza stampa alla fine del forum di cooperazione economica Asia-Pacifico (Apec), Obama ha segnalato che gli Stati Uniti avranno consultazioni con Mosca e Pechino nelle prossime settimane per esercitare una pressione supplementare su l' Iran. Obama ha ritenuto che in occasione del suo insediamento a inizio 2009, il mondo fosse diviso sulla questione del nucleare iraniano. «Ora, il mondo è unito e l'Iran è isolato», si è rallegrato il presidente americano, a meno di una settimana dalla pubblicazione del rapporto dell'Aiea (Agenzia internazionale per l'energia atomica) che sospetta fortemente l'Iran di aver lavorato alla messa a punto dell'arma atomica.
I Paesi occidentali ritengono che questo rapporto giustifichi nuove sanzioni internazionali contro l'Iran, ma Cina e Russia si sono finora mostrate ostili a questa possibilità. Il segretario di stato Hillary Clinton ha imposto venerdì che l'Iran risponda nei prossimi giorni al rapporto dell'Aiea. L'Iran ha per ora respinto le accuse dell'Aiea, la cui relazione è stata pubblicata mentre i responsabili israeliani agitano da molti giorni lo spettro di un attacco preventivo contro i siti nucleari iraniani.

Juppé: L'intervento militare come rimedio è «peggiore del male» - Un intervento militare contro l'Iran sarebbe «peggiore del male»: lo ha detto il capo della diplomazia francese, Alain Juppé.
Al termine di una riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue a Bruxelles, Juppé ha affermato che la volontà dell'Iran di dotarsi dell'arma nucleare, messa in evidenza da un rapporto dell'Aiea la settimana scorsa, rappresenta «un grave pericolo per la stabilità della regione e per la stabilità del mondo». Ma, ha aggiunto, «un intervento militare sarebbe (un rimedio) peggiore del male e ci trascinerebbe in un vortice incontrollabile».
Juppé ha detto inoltre che l'Ue rafforzerà le sue sanzioni contro Teheran, chiedendo alla Banca europei degli investimenti (Bei) di «sospendere i suoi investimenti in Iran». «Siamo sempre pronti al dialogo ma constatiamo che l'Iran manifesta una buona volontà uguale a zero. Per questo rafforzeremo le sanzioni», ha spiegato il ministro. «Le sanzioni - ha concluso - sono l'arma di cui disponiamo oggi e che faremo funzionare con molta determinazione», ha aggiunto.

Berlino respinge ogni dibattito sull'intervento militare - Il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, ha respinto ogni discussione su possibili raid militari contro l'Iran per il suo controverso programma nucleare, mentre la Gran Bretagna insiste affinché tutte le opzioni siano previste.
«Sanzioni più rigorose sono inevitabili se l'Iran continua a rifiutarsi di collaborare con l'Aiea», l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, ma «non partecipiamo alla discussione su un intervento militare, riteniamo che queste discussioni siano controproducenti e le respingiamo», ha detto a Bruxelles.

Londra: Tutte le soluzioni dovrebbero restare sul tavolo - Il ministro degli Esteri britannico, William Hague, ha indicato di non prevedere o raccomandare per il momento un'azione militare contro l'Iran per il suo controverso programma nucleare ma ha ritenuto che «tutte le opzioni devono restare sul tavolo» contro Teheran.
«Noi non prevediamo questo (l'intervento militare) al momento non chiediamo un'azione militare né la raccomandiamo. Nello stesso tempo, diciamo che tutte le opzioni dovrebbero restare sul tavolo» per quanto riguarda questo Paese, ha dichiarato a Bruxelles, a margine di una riunione con i suoi omologhi europei.

Teheran: Infondate le accuse sugli attentati nel Bahrein - L'Iran ha respinto le accuse «ridicole» e «infondate» delle autorità di Manama, secondo le quali sarebbe legato a un gruppo di cittadini del Bahrein che prepara attentati in questo Paese. Lo ha annunciato la televisione di stato della repubblica islamica, che ha citato un alto responsabile del ministero degli Affari esteri.
«Questo genere di accuse senza fondamento non fa che ripetere uno scenario ridicolo fabbricato dagli Stati Uniti», ha affermato Amir Abdolahian, il vice ministro degli Esteri per le questioni arabe e africane, secondo il sito internet della televisione.

Israele dietro l'esplosione all'arsenale (fonte intelligence) - I servizi israeliani del Mossad sarebbero dietro l'esplosione avvenuta due giorni fa in un deposito di munizioni alle porte di Teheran, ha provocato la morte di 17 persone tra cui il generale di divisione Hassan Moghadam, fondatore dell'unità di artiglieria dei Guardiani della Rivoluzione, l'esercito d'elite della Repubblica islamica. Lo scrive il settimanale americano Time, citando una fonte di intelligence occidentale.
«Non crediate si sia trattato di un incidente, come dicono gli iraniano», ha detto la fonte a Time, aggiungendo che stanno in via di pianificazione altre azioni di sabotaggio per impedire a Teheran di sviluppare il suo programma atomico e dotarsi dell'arma nucleare. «Ci sono altri colpi nell'arsenale» ha aggiunto.
Ieri il ministro della Difesa Ehud Barak si era felicitato per l'esplosione, augurandosi anche che possano ripetersi in futuro fatti come quello di sabato.