26 giugno 2022
Aggiornato 19:00
Politica monetaria USA

La Fed alza i tassi dello 0,75%, prima volta dal 1994 (e a Luglio si replica)

Il presidente Jay Powell ha avvertito che, pur essendo una mossa «inusuale» per portata, dato il quadro attuale «è altamente probabile» che anche alla prossima riunione, a luglio, si proceda ad un aumento analogo

Banconote da 100 dollari USA
Banconote da 100 dollari USA Foto: Depositphotos

NEW YORK - La Federal Reserve statunitense ha varato un maxi rialzo dei tassi di interesse, 75 punti base in più con cui il riferimento sui fed funds sale a una forchetta dell'1,50-1,75%. Si tratta dell'aumento più energico che abbia operato dal 1994. E nella conferenza stampa al termine del Fomc, il presidente Jay Powell ha avvertito che, pur essendo una mossa «inusuale» per portata, dato il quadro attuale «è altamente probabile» che anche alla prossima riunione, a luglio, si proceda ad un aumento analogo, oppure da 0,50 punti percentuali.

La Fed ha anche annunciato che continuerà a ridurre la mole del suo bilancio, limitando i rinnovi degli stock di titoli accumulati negli anni scorsi. Il tutto sulla base della sua «forte determinazione a riportare l'inflazione all'obiettivo del 2%». La mossa era in parte attesa dai mercati, dopo il recente peggioramento del quadro inflazionistico, anche se alcuni osservatori continuavano ad attendere un aumento da 50 punti base.

Powell: «Essenziale abbassare l'inflazione»

Per l'economia Usa è diventato «essenziale abbassare l'inflazione», ha detto Powell. «Il mercato del lavoro è molto tirato e la crescita dei prezzi è estremamente alta». Con i rialzi dei tassi serrati che si stanno portando avanti, «a fine anno la nostra politica monetaria sarà a livelli restrittivi. Ed è appropriato che lo sia, dato il quadro inflazionistico». La Fed si attende di raggiungere il 3,4% quest'anno e il 3,8% il prossimo.

Sempre oggi l'istituzione monetaria ha ha consistentemente rivisto il ribasso le sue previsioni di crescita economica negli Usa: all'1,7%, sia per il 2022 che per il prossimo anno, e all'1,9% per il 2024. Lo scorso marzo stimava un più 2,8% del Pil quest'anno, più 2,2% il prossimo e più 2% nel 2024.

Al tempo stesso ha rivisto al rialzo e le previsioni di inflazione correlate alle spese per consumi: al 5,2% quest'anno, 2,6% il prossimo e al 2,2% nel 2024. Lo scorso marzo questa voce veniva indicata al 4,3% sul 2022, 2,7% sul 2023 e 2,3% sul 2024. «E' un contesto eccezionalmente incerto - ha concluso Powell - saremo risoluti, ma anche flessibili».

Wall Street chiude in forte rialzo, Fed convince il mercato

La borsa americana ha chiuso in deciso rialzo dopo che la Federal Reserve ha aumentato i tassi di 75 punti base, l'aumento più forte dal 1994, e ha segnalato che potrebbe aumentare i tassi della stessa ampiezza a luglio, dando agli investitori fiducia che la banca centrale Usa è impegnata nella lotta all'inflazione. L'indice Dow Jones ha chiuso in rialzo dell'1% a 30.668,13 punti, lo S&P 500 ha guadagnato l'1,42% a 3.788,36 punti, il Nasdaq il 2,50% a 11.099,16 punti.

Dopo l'annuncio dell'aumento dei tassi Wall Street si è mossa poco, ma ha toccato i massimi della seduta quando il presidente della Fed Jerome Powell ha affermato durante la sua conferenza stampa che «un aumento di 50 o 75 punti base sembra molto probabile al nostro prossimo incontro». Il mercato aveva previsto un aumento del tasso di 75 punti base oggi, ma la volontà di Powell di aumentare i tassi della stessa misura un'altra volta ha sorpreso positivamente i mercati.

Biden a compagnie petrolifere: «Prezzi inaccettabili per le famiglie»

Il presidente Joe Biden ha scritto agli amministratori delegati di ExxonMobil, Chevron, BP America, Shell USA, Phillips 66, Marathon e Valero per metterli a conoscenza che potrebbe invocare i poteri di emergenza per aumentare la produzione delle raffinerie. A dichiararlo è il sito di notizie Axios che ha ottenuto la lettera inviata dal presidente. Il documento, che invita le aziende a incrementare la produzione, segnala come i prezzi della benzina e del diesel siano diventati uno shock sia economico, sia politico raggiungendo i livelli più alti mai toccati da anni.

«Dall'inizio dell'anno, i margini delle raffinerie per la raffinazione di benzina e diesel sono triplicati e sono attualmente ai livelli più alti mai registrati», ha scritto Biden, invitando i giganti del petrolio ad offrire «soluzioni concrete a breve termine», perchè «La crisi che le famiglie stanno affrontando merita un'azione immediata».

«Capisco che molti fattori hanno contribuito alle decisioni aziendali di ridurre la capacità delle raffinerie, prima del mio insediamento», scrive. «Ma in tempo di guerra, che i margini di profitto delle raffinerie ben al di sopra del normale vengano a pesare direttamente alle famiglie americane non è accettabile».

I prezzi medi della benzina negli Stati Uniti sono aumentati di oltre 5 dollari per gallone, alimentando un'inflazione galoppante che sta colpendo i consumatori e creando un pericolo politico per i democratici in vista delle elezioni di medio termine.

(con fonte Askanews)