18 agosto 2022
Aggiornato 00:30
Politica monetaria

La BCE rallenta gli acquisti: il programma anti-pandemia finirà a marzo, ma aumenta la flessibilità

L'istituzione di Francoforte ha confermato che a fine marzo si concluderà la fase di acquisti netti con il piano anticrisi pandemica Pepp, ma ha anche annunciato l'estensione a fine 2024 delle operazioni di rinnovo di titoli accumulati con lo stesso

Il Presidente della BCE, Christine Lagarde
Il Presidente della BCE, Christine Lagarde Foto: Unione Europea

La Banca centrale europea ha reagito ai rialzi inflazionistici annunciando una cauta correzione di rotta della politica monetaria, che tuttavia seguiterà ad avere una intonazione espansiva. La mossa giunge all'indomani della Federal Reserve statunitense, che ha invece annunciato una netta accelerazione del tapering, il percorso di azzeramento degli acquisti di titoli che prelude una sterzata restrittiva sul dollaro. La Bce, per ora, si limita ad una graduale riduzione sul ritmo degli acquisti di bond, che però proseguiranno «fino a quando raggiungeremo il nostro obiettivo» di inflazione, ha chiarito la presidente Christine Lagarde.

L'istituzione di Francoforte ha confermato che a fine marzo si concluderà la fase di acquisti netti con il piano anticrisi pandemica Pepp, ma ha anche annunciato l'estensione a fine 2024 delle operazioni di rinnovo di titoli accumulati con lo stesso. Ma soprattutto ha deciso che per bilanciare il venir meno di questi acquisti, da aprile e per tutto il secondo trimestre raddoppierà a 40 miliardi di euro al mese gli acquisti effettuati con un programma che aveva già prima della crisi, l'App, per poi proseguire con 30 miliardi nel terzo trimestre e ritornare a 20 miliardi al mese da ottobre 2020.

Le decisioni hanno soprattutto inizialmente innescato vendite generalizzate sui titoli di stato dell'area euro, più marcate sui Btp italiani, ma successivamente questa dinamica si è in parte smorzata. I Btp decennali hanno chiuso ritracciano in parte allo 0,98% e lo spread, il differenziale rispetto ai tassi dei bund tedeschi equivalenti si attesta a 131 punti base.

Qualcosa di simile si è visto sul mercato dei cambi, con leuro salito brevemente fino a 1,1360 dollari salvo poi ripiegare a 1,1310. Decisamente positiva invece la dinamica sulle borse europee, anche sulla scia del rally di ieri a Wall Street. Milano, la più moderata oggi, ha chiuso con un più 0,44% per 100.

Intanto, oltre Manica, la Banca d'Inghilterra ha a sua volta preso una linea più risoluta, procedendo subito ad un rialzo dei tassi di 15 punti base alo 0,25% sulla sterlina. (L'opposto della banca centrale turca, che teleguidata dal presidente Recep Tayyip Erdogan ha tagliato i tassi di altri 100 punti base e innescato nuovi crolli della lira turca).

La Bce ha confermato i tassi di interesse dell'area euro ai minimi storici: zero sulle operazioni di rifinanziamento principali, 0,25% sulle operazioni marginali e meno 0,50% sui depositi presso la stessa banca centrale. E ribadito che si attende che si mantengano su livelli pari o inferiori a quelli attuali «finché non vedrà l'inflazione raggiungere il 2% ben prima della fine del suo orizzonte di previsioni».

Proprio guardando al caro vita, la cui risalita sta creando crescenti allarmi in tutto il mondo, la Bce si attende che resti «elevato sul breve termine ma che vada ad attenuarsi il prossimo anno. Le prospettive sono state riviste al rialzo ma restano sotto il nostro obiettivo sull'orizzonte previsionale», ha affermato Lagarde, nella conferenza stampa post Consiglio direttivo.

I tecnici della Bce hanno fortemente rivisto al rialzo le previsioni di inflazione nell'area euro sul 2021, al 2,6%, ma soprattutto sul 2022 al 3,2%, sul 2023 stimano l'1,8%, mentre anche sul 2024 stimano un caro vita all'1,8%. «Resterà al di sopra del nostro obiettivo per la maggior parte del 2022, ma è probabile che si attenui durante il prossimo anno». E «affinché si stabilizzi al nostro obiettivo del 2% sul medio termine - ha aggiunto - resta necessario l'accomodamento monetario, inclusi gli acquisti netti di titoli».

Sulle previsioni di inflazione «c'è possibilmente un rischio al rialzo - ha ammesso Lagarde -. Molto dipenderà da come si evolveranno i prezzi dell'energia nei prossimi trimestri. Forse si stabilizzeranno - ha detto - ma ci sta un livello di incertezza».

Al Consiglio, comunque - a cui il vicepresidente Luis de Guindos ha partecipato da remoto causa Covid (nonostante la doppia vaccinazione, come un crescente numero di casi in Europa) «alcuni non erano d'accordo con questo o quell'elemento» delle misure prese. «E quindi non hanno supportato tutto», ha raccontato ancora Lagarde, ma «una ampia maggioranza» del direttorio ha sostenuto le scelte fatte.

La Bce ha ritoccato al rialzo le previsioni di crescita dell'area euro sul 2021 al più 5,1%, al ribasso al 4,2% su 2022, al rialzo al 2,9% sul 2023 mentre sul 2024 si attende un rallentamento all'1,6%. «L'economia dell'area euro continua a riprendersi e il mercato del lavoro migliora, la crescita si sta moderando ma ci attendiamo che risalga nel corso del prossimo anno», ha affermato la presidente.

Infine, migliorano le previsioni sul mercato del lavoro. Dopo il calo dell'1,5% dell'occupazione nel 2020 di crisi dal lockdown anti Covid, ora sul 2021 pronosticano un recupero dell'1,1%, sul 2022 un ulteriore +1,3% dell'occupazione, nel 2023 un più 1% e nel 2024 un più 0,6%. Delle previsioni di tre mesi fa era atteso un aumento dell'occupazione solo dello 0,5% quest'anno, un più 1,2% il prossimo e più 1% nel 2023.

Sul tasso di disoccupazione, dal 7,9% del 2020 ora gli economisti dell'istituzione di Francoforte pronosticano una limatura al 7,7% quest'anno, un calo al 7,3% il prossimo, al 6,9% nel 2023 e al 6,6% nel 2024.