30 novembre 2021
Aggiornato 21:00
Politiche europee

Parte la revisione del Patto di stabilità. Gentiloni: «Costruiremo consenso»

E' avviata la discussione anche nei meeting di questi giorni, Eurogruppo ed Ecofin, sul Patto di stabilità e crescita e sulle modifiche da apportare, in previsione della fine del periodo della sua sospensione

Il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni
Il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni Unione Europea

BRUXELLES - La discussione all'Eurogruppo sulla revisione del Patto di Stabilità è iniziata ieri con le domande poste dalla Commissione sulla necessità di garantire gli investimenti pubblici necessari alla transizione, sul dato di fatto del forte aumento del debito degli Stati causato dalla pandemia, che ora bisognerà ridurre senza ostacolare la crescita, e sulla necessità di semplificare le regole e gli indicatori della «governance» economica. C'è consapevolezza di questi problemi, ma non c'è ancora consenso fra tutti i ministri finanziari su come affrontarli e risolverli, e bisognerà lavorare nei prossimi mesi per costruire questo consenso. E' quanto ha detto, in sostanza, il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni, durante la conferenza stampa al termine della riunione dell'Eurogruppo questa sera a Bruxelles.

«Sulla revisione della governance economica», che la Commissione ha rilanciato recentemente, «la discussione all'Eurogruppo si è concentrata - ha riferito Gentiloni - in particolare su alcuni elementi: primo, la domanda su come facilitare i massicci investimenti di cui abbiamo bisogno per i prossimi anni» per le transizioni verde e digitale. «Solo per la transizione verde - ha avvertito il commissario - serviranno 520 miliardi di euro all'anno per il prossimo decennio».

Secondo punto, «come realizzare una graduale e credibile riduzione del rapporto debito pubblico/Pil senza soffocare la ripresa, quindi come trovare un equilibrio fra la necessità di ridurre il debito e il bisogno di sostenere la ripresa e una crescita stabile. E infine - ha indicato Gentiloni - come rendere il nostro quadro più semplice», una cosa di cui «diversi ministri attorno al tavolo hanno sottolineato l'importanza». A una domanda sulla possibilità che sia messa in discussione la soglia del 60% per il rapporto debito/Pil, che oggi il ministro dell'Economia francese Brune Lemaire ha definito «un po' irrealistica», il commissario ha risposto: «Non ho sentito fra i ministri, e naturalmente tantomeno dalla Commissione, proposte riguardanti un cambiamento dei Trattati Ue, delle soglie previste dai trattati. Naturalmente c'è un'ampia consapevolezza del fatto che abbiamo questo alto livello d'indebitamento, e che dobbiamo trovare il modo di ridurlo seriamente, anche se il debito costa meno di 20 anni fa» a causa di bassi tassi di interesse. «Ma dobbiamo ridurlo in un modo favorevole alla crescita, ciò che non è per niente facile. Non direi che c'è un consenso attorno al tavolo su come farlo, ma c'è ampia consapevolezza del fatto che questo è un problema da affrontare».

A chi chiedeva se si possa dire che tra i ministri ci sia oggi almeno il consenso sul fatto che la crescita è necessaria per garantire finanze pubbliche sane, Gentiloni ha replicato: «C'è questa consapevolezza, ma in certo senso è una discussione 'double-face': da una parte abbiamo idee molto consolidate e posizioni nazionali diverse, perfettamente comprensibili e legittime, in una discussione che va avanti da oltre dieci anni. D'altra parte, ci sono alcuni nuovi elementi di fatto: il costo basso del debito, lo choc della pandemia che ha aumentato il livello del debito in quasi tutti gli Stati membri, e poi gli investimenti di cui abbiamo bisogno se vogliamo essere seri nella discussioni che stiamo facendo sulla transizione. Questa consapevolezza c'è».

Ma, ha insistito il commissario, «sulle soluzioni, su come affrontare questo problema, dobbiamo lavorare per costruire un consenso nei prossimi mesi: perché naturalmente ci sono ancora idee diverse attorno al tavolo. Ci sono paesi che sottolineano la necessità di creare margini di bilancio con politiche robuste per affrontare le crisi future. Sappiamo tutti che la discussione non è finita, che è lì; ma è interessante che si stia prendendo atto della nuova situazione in cui ci troviamo. E da questo punto di vista la discussione nella prossima sessione dell'Eurogruppo sarà molto utile», ha concluso Gentiloni.

(con fonte Askanews)