25 ottobre 2020
Aggiornato 09:30
Emergenza coronavirus

Renato Brunetta: «Usare i 650 miliardi del MES per sostenere l'economia europea»

Il responsabile economico di Forza Italia: «Che senso ha tenere fermo questo bazooka? Risorse proposte dal Governo sono noccioline». Porchietto: «Subito moratoria termine versamento IVA»

Renato Brunetta, Responsabile economico di Forza Italia
Renato Brunetta, Responsabile economico di Forza Italia ANSA

ROMA - «In questi giorni l'Europa discute, come se nulla fosse, della riforma del Mes, il cosiddetto 'fondo Salva-Stati'. Una riforma che, lo abbiamo detto più volte, appare del tutto anacronistica in una situazione di emergenza come quella attuale, oltreché poco chiara in molti contenuti. A prescindere da questo dibattito (che speriamo venga portato a termine alla luce del sole dei parlamenti degli Stati membri), il Mes è comunque una istituzione europea perfettamente funzionante, attiva da luglio 2012 con una capacità di intervento di oltre 650 miliardi (tutte risorse degli Stati membri)». Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.

«Che senso ha tenere fermo questo bazooka?»

«Essendo un meccanismo di stabilità per le finanze europee, quale momento migliore per dimostrare le sue potenzialità e la sua necessità se non questo? Ci domandiamo che senso abbia tenere questo bazooka fermo, spesso utilizzato in inutili attività finanziarie sicure, mentre tutte le economie europee hanno e avranno sempre di più bisogno urgente di liquidità, ancorché temporanea e limitata, che proprio il vecchio MES potrebbe fornire subito? Ci domandiamo ancora: vogliamo usare queste risorse per salvare l'Europa e l'euro o dobbiamo credere che il MES sia diventato solo una banca d'affari egoista, prigioniera degli Stati più ricchi e solidi che non aiuta in alcun modo l'economia del Vecchio Continente a tirarsi fuori dalla crisi? Ecco, ci si presenta un bel test per il presente e soprattutto per il futuro di questa istituzione, tanto costosa ad oggi, quanto inutile».

«Risorse proposte dal governo noccioline»

«I principali previsori nazionali e internazionali cominciano a stimare a quanto ammonterà il calo del Pil italiano del 2020 per effetto dell'acuirsi della situazione legata al coronavirus. E qualcuno arriva ad ipotizzare addirittura un calo pari al -3,0% su base annua. In valori assoluti si tratta di una perdita produttiva di circa 50 miliardi di euro. E' probabile che questa stima sia eccessivamente pessimistica. E' probabile anche che, verso la fine dell'anno, si possa assistere ad un mini rimbalzo dell'economia. Il problema è che è del tutto impossibile, dato lo scenario attuale, formulare previsioni sulla produzione e, di conseguenza, sulla finanza pubblica».

«In un contesto dove il Pil potrebbe scendere di decine di miliardi, non ha quindi senso - ha aggiunto - parlare di interventi per pochi miliardi di euro, come quelli proposti dal Governo. Sarebbero solo noccioline. Non ha senso neanche chiedere l'autorizzazione al Parlamento per lo scostamento dal deficit programmato, per il semplice fatto che il rapporto deficit/Pil è assolutamente impossibile da calcolare, ad oggi. Si chiede lo scostamento rispetto a cosa? Rispetto all'ipotesi di crescita pari al +0,6%, l'ultima fornita dal Governo, o a quella del -3,0% degli istituti di previsione?».

Porchietto: «Subito moratoria termine versamento IVA»

«Oltre alle più ampie ed incisive decisioni che dovranno essere prese su pagamenti e scadenze fiscali , il Governo faccia subito una moratoria del termine del 16 marzo per il versamento dell'Iva». Lo scrive in una nota l'On Claudia Porchietto, responsabile del Dipartimento Attività Produttive di Forza Italia. «Con l'emergenza Coronavirus si parla tanto di Smart Working ma gli studi professionali e i piccoli centri di elaborazione dati in molti casi non sono ancora sufficientemente attrezzati e visto che sono tanti i dipendenti che chiedono di lavorare da casa, gli uffici rischiano di implodere sotto il peso delle scadenze. Bene quindi che si prendano misure più ampie e complessive per l'economia, ma intanto è prioritario- conclude- che tra i provvedimenti in materia fiscale, da attuare immediatamente per fronteggiare l'emergenza, ci sia la proroga del termine della liquidazione dell'Iva almeno a fine mese».