31 marzo 2020
Aggiornato 10:00
Conti pubblici

La gestione del debito e dello spread dei governi Conte 2019

Senza entrare nel merito delle vicende politiche che conosciamo dalle cronache, vediamo cosa ha comportato per i mercati finanziari il cambiamento nelle scelte di politica economica

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ANSA

MILANO - La gestione del debito pubblico italiano e l’andamento dello spread tra il Btp Italia e il Bund tedesco nel 2019 sono legati a un doppio atto della politica italiana. L'andamento della politica italiana del 2019 può infatti essere divisa in due atti, come un'opera di teatro: il primo racconta la fine del Patto di governo giallo-verde, ovvero l’intesa politica tra M5S e Lega, caratterizzato da una gestione espansiva dei conti pubblici e dall’ipotesi di sforamento dei vincoli di Maastricht, scelte e ipotesi che hanno causato un’impennata dello spread anche oltre i 300 punti base; il secondo invece vede l'entrata in scena del governo Conte bis, sostenuto dal M5S e dal PD, che si è caratterizzato sin dall’inizio per una politica economica più in linea con il Trattato europeo, nello specifico con l'art.126 del TFUE. Senza entrare nel merito delle vicende politiche che conosciamo dalle cronache, vediamo cosa ha comportato per i mercati finanziari il cambiamento nelle scelte di politica economica da parte del governo, quello Conte bis in particolare.

Le scelte del governo Conte bis per la politica economica italiana

Come scrivevamo, il secondo governo Conte ha rasserenato i mercati finanziari e il differenziale tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi, da anni ormai presi come punto di riferimento, si è dimezzato in pochi mesi. L’effetto benefico nel cambio di strategia politica ha influito anche sulla Borsa di Milano, dove gli indici FTSE hanno perso l’andamento incerto mostrato nella prima metà dell’anno e si sono portati sui massimi da molti anni a questa parte. La chiusura di Piazza Affari nel 2019 ha fatto registrare un +30%, ponendosi come seconda Borsa d’Europa dietro solo ad Atene, come riporta ilsole24ore.com. Questo andamento positivo prosegue anche in questo inizio d'anno, come mostra il grafico del FTSE MIB in tempo reale.

Ad influire positivamente sui mercati è stata la scelta del governo italiano di garantire le spese messe a bilancio nel 2020 con l’introduzione graduale di prelievi fiscali, come le note «sugar tax» e «plastic tax», oltre le nuove misure per contrastare l’evasione fiscale. Da menzionare anche l’aumento dell’Ires per i concessionari pubblici, che per i prossimi tre anni passa dal 24% al 27%: il maggior incasso servirà a finanziare il miglioramento delle infrastrutture e dei trasporti. In sintesi, i mercati finanziari e gli investitori hanno premiato la scelta del governo Conte bis di garantire con adeguate coperture le spese e gli investimenti previsti dalla legge di bilancio entrata in vigore quest’anno, evitando di elevare ulteriormente il già alto divario tra il debito pubblico e il PIL nazionale.

Le ricadute dello spread e del debito pubblico su piccoli investitori e trader

Se analizziamo l’effetto dello spread dal lato dell’investitore, in particolare quello del piccolo risparmiatore che acquista titoli di stato, il calo dello spread non è stato positivo perché ha significato acquistare obbligazioni di stato che rilasciano rendite dalle cedole più basse. Viceversa, i trader privati che operano su titoli azionari al dettaglio hanno potuto beneficiare di guadagni consistenti grazie ad una maggiore tranquillità nella politica economica nazionale. Leggasi, al riguardo, quanto scrivevamo sopra circa l’eccezionale risultato del FTSE MIB nel 2019.

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