24 ottobre 2019
Aggiornato 06:00
Politica monetaria

Bufera in BCE, la tedesca Lautenschlaeger si dimette in polemica con le scelte di Mario Draghi

A sorpresa Sabine Lautenschläger, uno dei sei membri del Comitato esecutivo della BCE, lascerà il Board il 31 ottobre in anticipo di oltre due anni

Il Presidente della BCE, Mario Draghi
Il Presidente della BCE, Mario Draghi ANSA

FRANCOFORTE (ASKANEWS) - Sabine Lautenschlaeger, la componente tedesca del Comitato esecutivo della Bce ha improvvisamente rassegnato le dimissioni, concludendo così il suo mandato con oltre due anni di anticipo rispetto alla scadenza (gennaio 2022). Lo ha comunicato la stessa istituzione con una nota, senza precisare le motivazioni della decisione. La Lautenschlaeger è anche vicepresidente della Vigilanza Bce sulle banche (Ssm). «Il presidente Mario Draghi - recita il comunicato - l'ha ringraziata per il suo ruolo fondamentale nel contribuire a creare una vigilanza bancaria su scala europea, un pilastro cruciale dell'Unione bancaria, così come per il suo saldo impegno verso l'Europa». In assenza di indicazioni sulla motivazione delle dimissioni, qualche osservatore ipotizza che il gesto possa rappresentare una presa di distanze verso le ultime decisioni prese dal direttorio, in particolare il nuovo pacchetto di stimoli volto a sostenere l'economia in modo da favorire una normalizzazione dell'inflazione che stenta a risalire.

Ulteriore indebolimento dell'area euro

Se così fosse, il condizionale è d'obbligo, non si tratterebbe della prima volta che un componente tedesco del Board di dimette in polemica con il presidente. Era già successo al presidente Jean-Claude Trichet nel 2011 con il falco Juergen Stark. I fatti successivamente dimostrarono che i provvedimenti cui si opponeva Stark (acquisti calmieranti di titoli di Stato) erano più che giustificati. Per quanto riguarda l'ultima manovra della Bce, i dati più recenti dalle indagini sull'attività delle imprese hanno segnalato ulteriori indebolimenti dell'area euro, ormai vicina allo stallo a causa di una contrazione sempre più marcata del manifatturiero.

Paesi con margini agiscano

La Bce sta facendo nuovamente la sua parte nel sostegno all'economia, ma richiama nuovamente i governi dei Paesi dell'area euro che dispongono di margini per interventi di Bilancio, come in Germania, «dovrebbero agire in maniera efficace e tempestiva» per contrastare il rallentamento della crescita che risente della frenata globale. Nei paesi con elevati debito, invece, come l'Italia vanno perseguite «politiche prudenti, che creino le condizioni affinché gli stabilizzatori automatici operino liberamente». Le raccomandazioni sono contenute nell'ultimo bollettino economico. Nella riunione del 12 settembre scorso, il Consiglio direttivo ha reagito alla frenata dell'economia e al ritardo mostrato dall'inflazione nel risalire ai valori auspicati varando un nuovo e ampio pacchetto di stimoli. Con queste misure «la Bce - prosegue la pubblicazione - intende fornire un considerevole stimolo monetario per assicurare il perdurare di condizioni finanziarie molto favorevoli, che sostengano l'espansione dell'area dell'euro, l'accumularsi di pressioni interne sui prezzi attualmente in corso e quindi la stabile convergenza dell'inflazione sul valore perseguito nel medio termine».

Spread in calo in Italia

«Il Consiglio direttivo ha ribadito la necessità di un orientamento di politica monetaria fortemente accomodante per un prolungato periodo di tempo. In prospettiva - aggiunge la Bce - esso è quindi pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti, nella maniera che riterrà opportuna, per assicurare che l'inflazione si diriga stabilmente verso il livello previsto, in linea con l'impegno ad adottare un approccio simmetrico nel perseguimento del proprio obiettivo». Guardando al caso specifico dell'Italia, l'istituzione rileva come lo spread, il differenziale di rendimento tra Btp decennali italiani e Bund della Germania, sia calato di 1,1 punti percentuali, o 110 punti basi, negli ultimi mesi «in seguito alle attese e alla successiva formazione di un nuovo governo». Una eccezione in un contesto generale in cui «i differenziali sulle obbligazioni sovrane sono rimasti ampiamente stabili» tra giugno e settembre.