16 settembre 2019
Aggiornato 18:30
Crisi economica

Secondo l'OCSE nel 2019 l’Italia sarà in recessione. Stime al ribasso per tutta l'Europa

L'Interim Economic Outlook prevede per quest'anno un rallentamento in tutta l'area euro (+1%), con il nostro Paese che passa in segno negativo. La capo-economista Boone: «Crescita mondiale rischia di deragliare»

Il Premier Conte con il Ministro dell'Economia, Tria
Il Premier Conte con il Ministro dell'Economia, Tria ANSA

ROMA - L'Ocse cala la scure sulle previsioni di crescita economica dell'Italia, al punto che quest'anno non solo non ci sarà crescita, ma recessione con un meno 0,2 per cento del Pil nella Penisola, in base ad un aggiornamento di interim dell'Economic Outlook. Si tratta di 1,1 punti di crescita in meno rispetto alle stime diffuse lo scorso novembre, il taglio più pesante tra i Paesi avanzati.

L'Italia non è un caso isolato

Sul 2020 l'Ocse ha ridotto la previsione di crescita della Penisola di 0,4 punti e ora indica un più 0,5 per cento del Pil. La sforbiciata sull'Italia tuttavia non è un caso isolato, dato che secondo l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico «la crescita globale continua a perdere slancio». E questo si ripercuote in maniera più marcata nei Paesi maggiormente votati all'export, come l'Italia appunto ma anche la Germania.

Pesante il taglio delle stime sulla Germania

Sulla crescita globale il taglio è stato di 0,2 punti sul 2019, al più 3,3 pe cento, e di 0,1 punti sul 2020 al 3,4 per cento. Sull'area euro 0,8 punti in meno sul 2019 al più 1 per cento e 0,4 punti in meno sul 2020 al più 1,2 pe cento. Pesante il taglio anche delle stime sulla Germania: 0,9 punti in meno di crescita prevista quest'anno al più 0,7 per cento e 0,3 punti in meno sul 2020 al più 1,1 per cento.

Cala la fiducia di imprese e consumatori

«Le elevate incertezze sulle politiche, le tensioni commerciali che proseguono e l'ulteriore indebolimento della fiducia di imprese e consumatori, tutto questo - afferma l'Ocse - sta contribuendo al rallentamento». Sulla Francia l'Ocse ha ritoccato le previsioni al ribasso di 0,3 punti quest'anno, al più 1,3 per cento, e di 0,2 punti sul 2020 al più 1,3 per cento. Sugli Stati Uniti l'attesa di crescita 2019 è stata limata di 0,1 punti, al più 2,6 per cento, mentre la previsione 2020 è stata alzata di 0,1 punti al più 2,2 per cento. Anche sulla Cina la stima di crescita 2019 è stata ritoccata al ribasso di 0,1 punti, al più 6,2 per cento, mentre la previsione 2020 è rimasta invariata al più 6 per cento.

Allarmi sulla Brexit

L'Ocse ha anche lanciato nuovi allarmi sulla Brexit. «La possibilità che non si raggiunga un accordo prima dell'uscita - si legge - resta un grave rischio al ribasso e una fonte di incertezza sul breve termine». Se la separazione dovesse avvenire senza una intesa «le prospettive sarebbero significativamente più deboli». L'aumento dei dazi tra le due aree economiche si tradurrebbe, secondo i calcoli dell'Ocse, con 2 punti percentuali di Pil in meno nel Regno Unito sul biennio successivo. Con ogni probabilità una recessione della gran Bretagna, quindi, che si ripercuoterebbe anche sulle altre economie.