17 settembre 2019
Aggiornato 06:00
La testimonianza al Senato

Powell (Fed): «Default debito USA impensabile, ma sarebbe molto grave se succedesse»

Il Governatore della Federal Reserve, durante la testimonianza alla commissione bancaria del Senato, si è detto preoccupato dal debito pubblico che si trova su «una rotta insostenibile»

Il Presidente americano, Donald Trump con il Governatore della Fed, Jerome Powell
Il Presidente americano, Donald Trump con il Governatore della Fed, Jerome Powell ANSA

NEW YORK - «L'idea che gli Stati Uniti non onorino i loro debiti non può nemmeno essere presa in considerazione, sarebbe una cosa grave non pagare i conti quando bisogna farlo». Lo ha detto il governatore della Fed, Jerome Powell, durante la testimonianza alla commissione bancaria del Senato statunitense, parlando di quello che potrebbe succedere se il Congresso non dovesse alzare il tetto al debito.

In mancanza di un accordo tra repubblicani e democratici per sospendere nuovamente o alzare il tetto del debito, per permettere al governo di onorare gli impegni con i creditori e finanziare le sue attività, al 2 marzo tornerà il limite di 22mila miliardi di dollari; in questo caso, se necessario, il dipartimento del Tesoro sarebbe pronto a usare delle misure straordinarie per onorare gli impegni con i creditori per vari mesi. «Non alzare il tetto del debito crea incertezza e distrazione da un'economia altrimenti buona», ha detto Powell.

Economia ok, ma debito su rotta insostenibile

L'economia statunitense è in buona salute, con un outlook «favorevole», ma «negli ultimi mesi abbiamo osservato segnali contrastanti». Powell si è detto preoccupato dal debito pubblico, che si trova su «una rotta insostenibile. In quanto nazione, affrontare queste questioni importanti potrebbe contribuire alla salute e alla vitalità dell'economia statunitense nel lungo termine».

Il governatore non è invece preoccupato dalla paralisi parziale del governo federale durata dal 22 dicembre al 25 gennaio scorso. «Lo shutdown parziale del governo ha creato difficoltà significative sui dipendenti federali e altri», ma «gli effetti negativi sull'economia dovrebbero essere relativamente modesti e dissiparsi ampiamente nel corso dei prossimi mesi».

Pil Usa 2018 cresciuto «poco meno del 3%»

Il governatore della Federal Reserve, Jerome Powell, ha dichiarato che il Pil degli Stati Uniti, nel 2018, è probabilmente cresciuto «di poco meno del 3%», dopo il +2,5% del 2017. Durante la sua testimonianza semestrale al Congresso, due giorni prima della pubblicazione, da parte del governo, della stima iniziale del Pil del quarto trimestre del 2018, Powell ha spiegato che «la crescita, lo scorso anno, è stata sostenuta da forti rialzi nelle spese ai consumi e negli investimenti aziendali. La crescita è stata alimentata da incrementi nell'occupazione e nei salari, dall'ottimismo di famiglie e aziende, e dalle azioni di politica fiscale».

«Negli ultimi due mesi, alcuni dati si sono indeboliti, ma puntano ancora a un aumento delle spese nel trimestre in corso» ha aggiunto Powell, secondo cui l'indice dei prezzi al consumo (dato che verrà diffuso venerdì) è salito annualmente dell'1,7% a dicembre, sotto l'obiettivo del 2% fissato dalla Fed.

Rischi dall'estero «particolarmente rilevanti»

I rischi provenienti dall'estero «sono ora particolarmente rilevanti». Powell, parlando di un rallentamento della crescita mondiale, ha sottolineato quelli in atto «in Cina e in Europa». Secondo il governatore, i maggiori rischi per l'outlook statunitense sono legati proprio al rallentamento dell'economia mondiale. Parlando di Brexit, Powell ha detto che si tratta di un «evento-rischio che non dovrebbe avere un particolare effetto» sugli Stati Uniti. Terminando la sua prima giornata al Congresso - domani si presenterà alla commissione Bancaria della Camera - Powell ha poi affermato che «non c'è fretta nel cambiare la politica monetaria» attuale.