15 ottobre 2019
Aggiornato 06:00
La manifestazione

Il «popolo del lavoro» scende in piazza a Roma

«Futuro al lavoro»: è questo lo slogan della protesta che si pone l'obiettivo di indurre il Governo a confrontarsi con le parti sociali per cambiare la politica economica

Il Segretario della CGIL, Maurizio Landini
Il Segretario della CGIL, Maurizio Landini ANSA

ROMA - Domani il popolo del lavoro scenderà in piazza a Roma. Cgil, Cisl e Uil contano di riempire piazza San Giovanni, storico teatro delle manifestazioni sindacali, a sostegno delle proposte unitarie su crescita, sviluppo, lavoro, pensioni e fisco. «Futuro al lavoro»: è questo lo slogan della protesta che si pone l'obiettivo di indurre il Governo a confrontarsi con le parti sociali per cambiare la politica economica.

Tutto farebbe pensare a una piazza piena

Sono 1.300 gli autobus che arriveranno da tutta Italia, 12 treni straordinari, 2 navi, oltre 1.000 partecipazioni dalle isole. E' previsto un corteo che partirà da piazza della Repubblica e che raggiungerà San Giovanni dove si terranno i comizi dei tre segretari generali Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.​ «Se il Governo continua a non ascoltarci non ci fermeremo alla manifestazione - dice Landini - vogliamo un confronto e una trattativa per portare a casa dei risultati. Occorre aprire un vero confronto sul futuro del Paese, mettendo in campo un serio piano di investimenti, una vera riforma fiscale e affrontando la questione Mezzogiorno. Vogliamo poi una vera riforma delle pensioni e interventi su sanità, scuola, istruzione, pubblica amministrazione per valorizzare il lavoro pubblico. Dobbiamo unire il Paese per combattere le diseguaglianze. In Italia aumenta il lavoro povero. La qualità del lavoro e la sua centralità devono diventare la bussola politica».

Reddito di cittadinanza

Sul reddito di cittadinanza «hanno mescolato la lotta contro la povertà con le politiche del lavoro - aggiunge Landini - il rischio è un ibrido che fa male a entrambe le cose. Nelle politiche del lavoro vediamo contraddizioni. E quella dei navigator, cioè assumere precari che devono trovare un lavoro ad altri precari, non è il massimo della fantasia. Vedo un po' di improvvisazione».

Preoccupa il crollo della produzione industriale

Furlan sottolinea invece che «il crollo della produzione industriale è un dato molto preoccupante. E' la conferma che il Paese sta scivolando verso la recessione. Il Governo scenda dal piedistallo. Apra un confronto con il mondo del lavoro su investimenti, infrastrutture, innovazione, ricerca e formazione. Dobbiamo dire con forza che i tanti sacrifici fatti dagli italiani in questi anni di grave crisi non possono essere buttati via. Già prima del varo della manovra erano chiari i segnali di rallentamento della crescita, anche in ambito internazionale. E, soprattutto il nostro Paese che è uscito più tardi degli altri dalla crisi, aveva bisogno di una manovra che suonasse la tastiera della crescita».

Manifestazione di partecipazione e proposta

Barbagallo, inoltre, assicura che «sarà una grande manifestazione di partecipazione e di proposta. Chiederemo al Governo di ascoltare le ragioni del mondo del lavoro. Quota 100 e reddito di cittadinanza vanno bene, ma non bastano. Molti lavoratori avrebbero diritto di andare in pensione e non potranno andarci comunque. Molti giovani chiedono lavoro, che ancora non c'è e che bisogna creare. Abbiamo, tutti, ognuno per la propria parte, il dovere di indicare soluzioni. Noi non vogliamo sottrarci a questo impegno e, in attesa che il Governo ci convochi per un confronto costruttivo, le nostre proposte le ribadiremo dalla piazza, con il sostegno dei lavoratori, dei pensionati e dei giovani, che domani riempiranno piazza San Giovanni».