20 aprile 2019
Aggiornato 12:00
La manifestazione

Lavoro, Sindacati in piazza a Roma: «Così non va, il Governo ci ascolti o non ci fermeremo»

La manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil è stata spostata in piazza San Giovanni alla luce di una partecipazione più ampia. Al centro della mobilitazione la creazione di lavoro e il rilancio degli investimenti

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ROMA - Il popolo del lavoro scende in piazza e manda un messaggio molto chiaro al governo Lega-M5S: cambi rotta sulle scelte economiche contenute nella manovra e si confronti con le parti sociali su crescita, sviluppo, lavoro, pensioni e fisco. I dati economici, dal Pil alla produzione industriale, sono negativi e secondo Cgil, Cisl e Uil il rischio di una recessione è ormai dietro l'angolo. Per questa ragione, hanno incalzato dal palco di piazza San Giovanni a Roma, è necessaria una discussione vera per correggere la direzione di marcia. In caso contrario, il Paese va a sbattere.

Se il Governo Conte rimarrà sordo, il sindacato non resterà però con le mani in mano. Dopo la manifestazione nazionale, andata in scena nella capitale con lo slogan «Futuro al lavoro», la prima di Maurizio Landini come leader della Cgil, le tre confederazioni hanno promesso che la mobilitazione proseguirà.

«A chi ci governa diciamo, se hanno un briciolo di intelligenza, di ascoltare questa piazza e aprire il confronto perché noi siamo il cambiamento - ha tuonato Landini - il Governo lo deve sapere: non ci fermeremo e andremo avanti in ogni territorio, nel Paese, fino a quando ciò che abbiamo chiesto non lo porteremo a casa. Dopo una giornata come questa dovrebbe aprire il tavolo di trattativa che abbiamo chiesto e discutere con le organizzazioni sindacali». I sindacati chiedono all'esecutivo di invertire la direzione, «altrimenti - ha aggiunto il numero uno della Cgil - va a sbattere».

Maurizio Landini (CGIL), Annamaria Furlan (CISL) e Carmelo Barbagallo (UIL)
Maurizio Landini (CGIL), Annamaria Furlan (CISL) e Carmelo Barbagallo (UIL) (ANSA)

La leader della Cisl, Annamaria Furlan, è sulla stessa lunghezza d'onda: «Uscite dalla realtà virtuale, uscite dalla finzione e guardate questa piazza. Con una diretta Facebook e tweet pretendono di racchiudere in poche battute la complessità della realtà. Il Governo ha una chance bellissima: quella di uscire dalla retorica di una crescita che non c'è. Ma come si fa a dire che il 2019 sarà un anno bellissimo? E' incredibile. Se le cose vanno avanti così non ci crede più nessuno. Speriamo che davanti al mondo reale il Governo cambi marcia. Esca dalla realtà virtuale per calarsi nella realtà del lavoro».

Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, ha inoltre lanciato «un avviso ai naviganti che stanno a Palazzo Chigi: siamo determinati e, se siamo determinati, diventeremo determinanti nelle scelte del Paese». Barbagallo non ha risparmiato una battuta al vicepremier e ministro Luigi Di Maio, che ha annunciato il taglio delle pensioni dei sindacalisti: «Ci ha minacciato dicendo che taglia le pensioni d'oro ai sindacalisti. Non ce ne frega niente. Chi ha versato ed è in regola, farà ricorso. Si beccheranno un sacco di cause se intervengono su chi è già in pensione, come prevede la legge».

Al corteo, partito da piazza della Repubblica, hanno partecipato esponenti del Pd e della sinistra e anche una delegazione di imprenditori, in particolare quelli di Confindustria Romagna spinti a manifestare dopo la decisione del Governo di bloccare le trivellazioni nel Mar Adriatico. L'ultima protesta unitaria conclusa in piazza San Giovanni, storico teatro delle manifestazioni di Cgil, Cisl e Uil, risaliva al 22 giugno del 2013: era un sabato e lo slogan fu «Lavoro è democrazia».