21 novembre 2019
Aggiornato 16:30
L'analisi

«Per tornare a crescere a ritmi sostenuti serve il lavoro per i giovani»

E' quanto ha affermato il vice direttore generale della Banca d'Italia, Fabio Panetta, nel suo intervento all'incontro a Bologna dell'Ucid (Unione cristiana imprenditori dirigenti) gruppo emiliano romagnolo

«Per tornare a crescere a ritmi sostenuti serve il lavoro per i giovani»
«Per tornare a crescere a ritmi sostenuti serve il lavoro per i giovani» ANSA

ROMA - L'economia italiana «ha bisogno di tornare a crescere a ritmi sostenuti. Soltanto lo sviluppo può generare le risorse necessarie per contrastare le diseguaglianze e alleviare le difficoltà in cui versano numerose famiglie. Soltanto il lavoro può offrire prospettive credibili ai giovani per realizzare i loro progetti di vita». E' quanto ha affermato il vice direttore generale della Banca d'Italia, Fabio Panetta, nel suo intervento all'incontro a Bologna dell'Ucid (Unione cristiana imprenditori dirigenti) gruppo emiliano romagnolo.

Investimenti per l'innovazione

Il sistema finanziario, ha aggiunto, «deve essere in grado di fornire le risorse per gli investimenti e per l'innovazione, che rappresentano i motori dello sviluppo. Le riforme varate negli anni recenti rafforzano nel complesso la stabilità del sistema bancario; nella fase di transizione necessaria al loro pieno dispiegarsi occorre esaminare con attenzione i loro effetti sulla stabilità finanziaria e sull'attività economica, nella consapevolezza che essi possano risultare talora contrastanti».

Serve un sistema finanziario articolato

Secondo Panetta «dobbiamo ampliare le fonti di finanziamento soprattutto per le aziende piccole e medie. Ancor più che in passato, è necessario un sistema finanziario maggiormente articolato, in cui i mercati e gli operatori non bancari assumano un ruolo crescente. È essenziale che le imprese si rafforzino patrimonialmente e mostrino piena disponibilità ad aprirsi al vaglio esterno e ad accrescere le dimensioni operative».

Il ruolo dell'innovazione tecnologica

«L'innovazione tecnologica - ha sottolineato - rappresenta un formidabile strumento di progresso economico e sociale. L'adozione delle nuove tecnologie consente agli operatori finanziari e alle imprese di ridurre i costi e di migliorare la qualità dei beni e dei servizi offerti; può favorire l'inclusione sociale e quella finanziaria. Potremo innalzare il percorso di crescita della nostra economia se sapremo cogliere queste opportunità, governandone i rischi. È un impegno che riguarda tutti».

Difficoltà di accesso al credito dei più piccoli

A fronte della ripresa dei prestiti alle società più grandi, ha proseguito Panetta, «le imprese minori continuano a registrare un calo dovuto anche a difficoltà di accesso al credito. Vi è evidenza che le aziende nate dopo la crisi ricevono finanziamenti dalle banche in una fase più avanzata del loro ciclo vitale e in quantità più contenuta rispetto al passato»«Oltre che le condizioni congiunturali sfavorevoli - ha spiegato il vicedirettore generale della Banca d'Italia - questi andamenti possono riflettere i primi effetti delle nuove, stringenti norme. In prospettiva, le regole approvate all'indomani della crisi renderanno le banche meno rischiose, ma al tempo stesso ridurranno la loro capacità di generare risorse interne e limiteranno lo sviluppo del sistema creditizio, con possibili conseguenze, specie nella fase di transizione, sull'offerta di finanziamenti all'economia reale».

Freno allo sviluppo

«La minore offerta di prestiti, se protratta nel tempo - ha evidenziato - può rappresentare un freno allo sviluppo dell'economia italiana, caratterizzata dall'ampia presenza di piccole imprese. Per evitare che ciò accada sono necessari cambiamenti nella struttura del sistema sia finanziario sia produttivo. Va innanzi tutto salvaguardata la capacità di operare delle piccole banche, tipicamente specializzate nel finanziamento delle imprese minori». Per molte piccole imprese le difficoltà di accesso ai finanziamenti esterni, secondo Panetta, «riflettono gli insufficienti livelli di efficienza e di redditività. Spesso la ridotta dimensione aziendale e la bassa produttività si alimentano a vicenda, in un circolo vizioso: le aziende più piccole incontrano difficoltà a sostenere gli alti costi connessi con l'innovazione e con l'adozione di nuove tecniche di produzione. Ciò ostacola il raggiungimento di una scala produttiva efficiente e comprime la produttività e la redditività».

Il ruolo della Giustizia

Per il vicedirettore di Bankitalia «per spezzare questo circolo vizioso è necessario agire su più fronti». Tra le diverse azioni da intraprendere, Panetta ha sottolineato la necessità di «superare le inefficienze e le lentezze della giustizia civile, al fine di rendere più rapida l'uscita dal mercato delle imprese meno efficienti, evitando che risorse preziose rimangano a lungo intrappolate in attività non più remunerative, al fine di contrastare comportamenti opportunistici o scorretti indotti dalla consapevolezza che la parte lesa dovrebbe sopportare costi elevati per far valere le proprie ragioni per via giudiziaria; al fine di offrire un ambiente giuridico e istituzionale capace di attrarre gli investimenti dall'estero».