16 giugno 2019
Aggiornato 03:30
Politica monetaria

BCE conferma stop QE netto a fine anno e tassi bloccati a zero. Draghi: «Siamo pazienti»

La Banca centrale europea ha confermato la conclusione del programma di acquisti netti di titoli pubblici

BRUXELLES - La Banca centrale europea ha confermato la conclusione del programma di acquisti netti di titoli pubblici, il Quantitative Easing, che nell'ultima fase era stato ridotto a 15 miliardi di euro al mese. Come ampiamente anticipato terminerà con il finale d'anno. Ancor più dopo la recente decisione della Corte di giustizia europea, il Quantitative easing, la possibilità di effettuare acquisti di titoli pubblici e privati, «è stabilmente parte dell'armamentario dello Bce», ha ribadito il presidente Mario Draghi. Sulla politica monetaria «restiamo pazienti e perseveranti, finora - ha aggiunto - non c'è stata la necessità di porci la domanda se nel 2019 potrebbe essere necessario riavviare il Qe».

La novità
La novità è contenuta in una modifica alla «Forward guidance», le indicazioni che la stessa istituzione fornisce sui suoi orientamenti futuri. La Bce ha infatti precisato che intende proseguire «per un esteso periodo di tempo» le operazioni di riacquisto dei titoli che giungono via via a scadenza sullo stock di emissioni già rilevate con il Qe. Questi rinnovi saranno effettuati «in pieno» e andranno avanti «oltre la data quando inizierà a aumentare i tassi di interesse e in ogni caso - ha aggiunto la Bce - fin quando sarà necessario mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario». La Bce manterrà dunque inalterata la mole dello stock di titoli accumulati con il quantitative easing, Ma ha anche annunciato che nel procedere ai riacquisti a scadenza delle emissioni, per quanto riguarda i titoli pubblici punterà a convergere progressivamente verso le nuove quote dei singoli stati nel capitale della stessa Bce. Materialmente, significa che per quanto riguarda i titoli pubblici italiani la quota di bond riacquistati risulterà progressivamente lievemente inferiore rispetto a quella attuale, dato che lo scorso 3 dicembre le quote di capitale sono state riviste e quella italiana è stata abbassata (dal 12,3% all'11,8%). Ogni aggiustamento al portafoglio e ripartizione tra giurisdizioni sarà graduale e verrà calibrata nel modo più appropriato per garantire condizioni di mercato ordinate.

Confermati tutti i tassi di interesse
Al tempo stesso la Bce ha confermato tutti i livelli dei tassi di interesse: zero sulle principali operazioni di rifinanziamento, 0,25 per cento sulle operazioni marginali e meno 0,40 per cento sui depositi parcheggiati dalle banche presso la stessa Bce. L'istituzione di Francoforte ha anche confermato l'orientamento a non aumentare i tassi almeno fino all'estate del 2019 e oltre se necessario. Le decisioni adottate sono sostanzialmente in linea con le attese.

Ritoccata verso il basso la crescita
La Bce ha anche ritoccato al ribasso le previsioni di crescita dell’area euro sul 2018, al più 1,9% e sul 2019, al più 1,7%. La stima sul 2020 è stata confermata al più 1,7%. Inoltre, ha effettuato una limatura sulle previsioni di inflazione dell’area euro sul 2019, al più 1,6 %, mentre ha alzato all’1,8% la stima sul 2018. Sul 2020 conferma l’attesa di un caro vita all’1,7 per centro e sul 2021 stima 1,8 per cento. L'istituto guidato da Mario Draghi rinnova i suoi richiami ai Paesi dell’area euro a ripristinare i margini di bilancio, e questo «è particolarmente importante nei Paesi ad alto debito - ha detto il presidente Draghi - dove la piena aderenza alle regole Ue è cruciale per garantire la sostenibilità». Assicurando però che proseguiranno le operazioni di rinnovo scadenza dell'ingente stock di titoli acquistati con il Qe «per un esteso periodo di tempo e oltre il giorno in cui alzerò i tassi di interesse, in ogni caso fino a quando sarà necessario» a garantire le condizioni di liquidità richieste.

Resta fiducia
Al Consiglio direttivo della Bce «resta la fiducia» sulle prospettive di crescita dell'economia e di normalizzazione dell'inflazione, «ma con una crescente cautela» ha detto Draghi nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo. Sulle prospettive economiche dell'area euro e globali «l'atmosfera è quella di una generalizzata incertezza che cresce», ha affermato. I dati giunti più di recente si sono rivelati «più deboli del previsto», ciononostante la Bce resta fiduciosa che il quadro continua a sostenere una convergenza dell'inflazione verso i livelli obiettivo.