18 novembre 2018
Aggiornato 04:00

Per l'Italia due pesi e due misure, ma Moscovici nega: «Trattiamo l'Italia come gli altri Stati Ue»

«Le nostre previsioni economiche sono imparziali e indipendenti» si affretta a dire l'eurocommissario dopo le critiche piovute da Roma
Il commissario Ue per gli affari economici e monetari Pierre Moscovici
Il commissario Ue per gli affari economici e monetari Pierre Moscovici (ANSA)

BRUXELLES - La Commissione europea, che oggi ha pubblicato l'attesa edizione d'autunno delle sue previsioni economiche, agisce in modo «imparziale e indipendente, e ha applicato all'Italia esattamente la stessa metodologia usata per gli altri Stati membri». Gli scarti che si registrano fra le sue stime, più prudenti, e quelle del governo su crescita, deficit e debito pubblico in Italia sono «interamente» spiegabili con i dati disponibili, e comunque non sono «inusuali», visto che si sono verificati anche negli anni passati riguardo alla stessa Italia, e riguardo ad altri Stati membri anche quest'anno. Questa la puntualizzazione del commissario agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, dopo la poggia di critiche arrivate da Roma.

Nessuna eccezione?
«L'Italia - ha detto Moscovici durante la conferenza stampa di presentazione delle previsioni economiche - non è stata oggetto di un trattamento particolare. Abbiamo applicato la stessa metodologia usata con gli altri Stati membri. I servizi della Commissione lavorano in modo indipendente e imparziale, ciò che garantisce la credibilità di queste previsioni da diversi decenni». Inoltre, ha continuato il commissario, «voglio ricordare che degli scarti sono abituali fra le previsioni della Commissione e quelle degli Stati membri, durante la pubblicazione delle nostre previsioni a maggio e a novembre». Non si tratterebbe, quindi, di una situazione eccezionale. Vi ricorderete, ha detto rivolto ai giornalisti, delle differenze nelle valutazioni macroeconomiche con i governi italiani precedenti. E sottolinea anche che l'Italia non è sola in questa situazione nelle previsione pubblicate oggi. Infine, Moscovici ha invitato «a comparare le previsioni degli altri istituti finanziari internazionali» che sono più vicine a quelle della Commissione, con quelle del governo italiano. «Vi invito a valutare da che parte sta il consenso economico», ha concluso il commissario.

Tria: «Analisi non attenta»
Parole che seguono quelle del capo del MEF Giovanni Tria, che bolla le previsioni della Commissione europea relative al deficit italiano come «in netto contrasto» con quelle del Governo italiano: «Derivano da un’analisi non attenta e parziale del Documento Programmatico di Bilancio (Dpb), della legge di bilancio e dell’andamento dei conti pubblici italiani, nonostante le informazioni e i chiarimenti forniti dall’Italia» attacca il ministro dell'Economia. «Ci dispiace constatare questa défaillance tecnica della Commissione, che non influenzerà la continuazione del dialogo costruttivo con la Commissione stessa in cui è impegnato il Governo italiano. Rimane il fatto – conclude Tria – che il Parlamento italiano ha autorizzato un deficit massimo del 2,4% per il 2019 che il Governo, quindi, è impegnato a rispettare».

Conte: «Inverosimile qualsiasi altro scenario»
Anche il premier Giuseppe Conte si fa sentire: «Riteniamo assolutamente inverosimile qualsiasi altro tipo di scenario sui conti pubblici italiani. Il deficit diminuirà con la crescita e questo ci permetterà di far diminuire il rapporto debito/Pil al 130% nel prossimo anno e fino al 126,7% nel 2021» afferma in una nota il presidente del Consiglio. «L’Italia – ha affermato Conte – non è affatto un problema per i Paesi dell’Eurozona e dell’Unione europea, ma anzi contribuirà alla crescita di tutto il continente». «Le riforme strutturali che mettiamo in campo – ha aggiunto – dalla riforma dei centri per l’impiego alla semplificazione del codice degli appalti, alla riforma del codice e del processo civile insieme al piano investimenti, daranno maggiore impulso alla crescita rispetto a quanto previsto dalla Commissione Ue. Sulla base di queste valutazioni, guardiamo positivamente agli sviluppi del dialogo intrapreso con le Istituzioni europee».