22 ottobre 2018
Aggiornato 08:00

Una newco con Tesoro e Ferrovie: il progetto di Di Maio per far tornare lo Stato azionista di Alitalia

Dotazione iniziale tra 1,5 e 2 mld, con lo Stato al 15%. Di Maio: «Il modello è quello dell'Ilva»
Il ministro del Lavoro dello Sviluppo economico e vicepremier Luigi Di Maio durante l'incontro con i sindacati per Alitalia al Mise
Il ministro del Lavoro dello Sviluppo economico e vicepremier Luigi Di Maio durante l'incontro con i sindacati per Alitalia al Mise (Angelo Carconi | ANSA)

ROMA - Una Newco con Ferrovie dello Stato, un partner tecnico strategico, la partecipazione di Cassa depositi e prestiti e del ministero dell’Economia con una quota del 15%. Questo il progetto a cui sta lavorando il ministro dello Sviluppo economico e vicepremier Luigi Di Maio per il rilancio di Alitalia, spiegato all’incontro con i sindacati della compagnia di bandiera. «Arriveremo alla scadenza del 31 ottobre – spiega il ministro Di Maio in un’intervista al Sole 24 Ore – con una manifestazione di interesse con offerta vincolante per Alitalia». Nessuna proroga è prevista, aggiunge Di Maio, per il prestito ponte da 900 milioni concesso dal precedente governo e che dovrebbe essere restituito da Alitalia entro il prossimo 10 dicembre. Importante il tema del prestito, perché «il ministero dell’Economia convertirà in equity parte del prestito con cui coprirà la quota del 15% di partecipazione nella newco».

Dotazione iniziale tra 1,5 e 2 mld, con Stato al 15%
«Il dossier è delle mani del ministro Di Maio, ci siamo aggiornati, dobbiamo assolutamente fornire una soluzione e fare sistema, creare sinergie con le Ferrovie dello Stato perché il trasporto aereo e quello ferroviario non possono essere sganciati, abbiamo allo studio una newco e confidiamo a breve di realizzarla», ha detto il premier Conte da Addis Abeba. La nuova società, secondo il progetto del vicepremier, avrà una dotazione iniziale tra 1,5 e 2 miliardi in cui lo Stato manterrà una quota vicina al 15%, cosa che consentirà ad Alitalia di «tornare competitiva e di avere nuovo slancio. Una dotazione che le consente di emergere dalla linea di galleggiamento». L’ingresso di Ferrovie nell’equity, dice Di Maio, «permetterebbe innanzitutto l’intermodalità: si potrebbe lavorare al biglietto unico treno-aereo». In pratica, un turista, quando arriva in Italia, potrebbe spostarsi in tutto il Paese. Non solo. Alitalia potrebbe così concentrarsi molto di più sul lungo raggio, senza sovraccaricare gli spostamenti sulle rotte medio-piccole nazionali. «Non ci sarebbe competizione al massacro e si potrebbe investire moltissimo sui giovani per nuovi servizi al turista» spiega Di Maio.

Modello Ilva
All'incontro con i sindacati Di Maio ha spiegato che «per Alitalia andrà elaborato un piano a lungo termine» e «si impegnerà a una tutela più ampia e possibile dell'occupazione». Per il vettore il ministro ha sottolineato che l'obiettivo sarà seguire il «modello Ilva».  «Abbiamo un piano ambizioso non solo per salvare ma per rilanciare la compagnia», ha aggiunto rimarcando che «non ragioniamo su una linea di galleggiamento». «Abbiamo ricevuto tantissime disponibilità» da parte di partner industriali internazionali per Alitalia «e stiamo lavorando a valutare queste disponibilità», ha detto ancora Di Maio. Il ministro ha quindi precisato che tra gli interessati «stiamo avendo disponibilità anche da compagnie comunitarie», che quindi potrebbero superare il limite del 49% del capitale per quelle extra-Ue.