22 ottobre 2018
Aggiornato 07:30

L'Europa li minaccia, il Pd gli fa la morale. Di Maio: basta speculazioni, noi gli unici che lavorano per i cittadini e non per le élite

Luigi Di Maio sceglie il Blog delle Stelle per sfogarsi contro tutti coloro che, in ogni modo ormai, tentano di boicottare il governo
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA - La "manovra del popolo" deve essere analizzata dal punto di vista economico, e non usata politicamente contro "l’unico governo che sta lavorando per i cittadini italiani e non per l’élite europea». Basta speculazioni sul nostro Paese. Luigi Di Maio sceglie il Blog delle Stelle per sfogarsi contro tutti coloro che, in ogni modo ormai, tentano di boicottare il governo. È bastato parlare di provvedimenti a favore del popolo italiano - reddito di cittadinanza, superamento della Fornero, aumento delle pensioni minime - che i burocrati europei "spalleggiati dai vecchi partiti italiani" si sono subito messi "in assetto di guerra", tutti insieme a soffiare sul fuoco dello spread. "Voglio ripeterlo ancora una volta: noi non abbiamo nessuna intenzione di non rispettare le regole europee come invece hanno fatto altri Paesi e senza che nessuno fiatasse, ma siamo un Paese sovrano" scandisce a chiare lettere il vicepremier. "Se i cittadini ci mandano al governo per fare quello che i politici di prima non hanno mai avuto il coraggio di fare, noi lo facciamo". Non si tratta di soldi "buttati" per salvare i banchieri, per "opere inutili mai finite" o per le pensioni d’oro. Sono soldi che il governo intende utilizzare per investimenti: "Precisamente sarà il più grande piano di investimenti mai fatto" spiega ancora una volta il ministro. L'idea è aiutare le imprese abbassando le tasse, i più poveri e i disoccupati con il reddito di cittadinanza e il potenziamento dei centri per l’impiego in modo da avviarli o reinserirli al lavoro, i pensionati aumentando le minime. "Queste misure faranno crescere finalmente l’Italia, per anni impantanata sugli interessi di pochi prenditori e politici compiacenti".

Meri interessi politici
Ma i provvedimenti dell'esecutivo gialloverde spaventano l'Europa. "Fanno paura perché dimostreremo per la prima volta che si può fare un governo diverso da quelli del passato che toglievano ai cittadini e davano alle banche" dice Di Maio. "Questo governo finalmente dà e restituisce al popolo. E questo esempio ovviamente spaventa tutti i governi europei". I colpi bassi che arrivano dalla Ue all'Italia per far aumentare artificiosamente lo spread ("Grazie Moscovici, grazie Juncker") non sono motivati da un ragionamento economico sul Def, ma da "meri interessi politici». La tesi di Di Maio è molto semplice: il governo non viene digerito dai partiti che sono oggi maggioranza in Parlamento e in Commissione Europea. Ma, "e vorrei che se lo appuntassero", tra pochi mesi ci saranno le elezioni europee.

Perché a noi la morale e a Francia e Germania no?
Poi si rivolge direttamente ai lettori, anzi, agli elettori. "Con voi vorrei farmi una domanda: come mai tutti si sentono in diritto di fare la morale a noi, che abbiamo stabilito un rapporto deficit/Pil al 2,4%, ma non a Paesi che hanno un rapporto deficit Pil al 2,8%? Ancora ricordo quando alcuni giornalisti stranieri chiedevano a Juncker della Francia, che ha sforato il rapporto deficit/Pil per circa nove anni di fila, e lui rispondeva: 'Ma la Francia è la Francia!'. Per non parlare delle continue violazioni dell’export tedesco che da anni e anni viola le regole comuni europee». Già, perché anche in quel caso dalla Commissione solo silenzio. "Juncker non è adatto a svolgere il ruolo di presidente della Commissione Europea, ormai è evidente".

Il problema italiano: bilancia commerciale in attivo, ma troppi interessi sul debito
Gli italiani non hanno nessuna intenzione di rinunciare alla qualità della loro vita, al rispetto del loro voto e di tutto ciò che hanno chiesto il 4 marzo. Il deficit sarà in linea con quello degli ultimi anni, promette il governo, "e tutto ciò che abbiamo in mente risponde solo a due principi: giustizia sociale e crescita». La crescita della ricchezza italiana farà bene a tutta l’Unione Europea garantisce Di Maio, "e non voglio credere che ci sia qualche Stato che preferisca un’Italia debole sulla nostra pelle e a discapito di tutta l’Europa. Semplicemente come hanno fatto molti altri Paesi prima di noi, anche noi possiamo avere uno scostamento temporaneo per risolvere un problema sociale grave e urgente». La bilancia commerciale italiana è in attivo di circa cinquanta miliardi di euro all’anno, ma continuiamo a pagare gli interessi sul debito lasciati dai folli governi del passato. Per questi interessi sul debito "non possiamo pensare di soffocare per sempre": anche perché abbiamo visto che non funziona. Hanno cercato di convincerci per anni che l’unica soluzione era soffrire e stringere i denti, ma tutto il mondo ha visto che non ha funzionato. La chiave per invertire la rotta sono gli investimenti, ripete ancora Di Maio. "Siamo perfettamente consapevoli del fatto che il nostro debito deve restare sostenibile, di sicuro non aumenterà inutilmente di 200 miliardi come è successo già con il Pd che oggi ci fa la morale".