23 ottobre 2018
Aggiornato 01:30

Tria assicura: "Il prossimo obiettivo è ridurre le tasse alla classe media"

Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, al Forum di Bloomberg guarda oltre la flat tax: «La copertura dal taglio delle attuali agevolazioni fiscali»
Il premier Giuseppe Conte e il ministro dell'Economia e delle Finanze Giovanni Tria
Il premier Giuseppe Conte e il ministro dell'Economia e delle Finanze Giovanni Tria (ANSA/CLAUDIO PERI)

ROMA - La coperta è sempre corta. Ma stavolta l'obiettivo sembra almeno chiaro: ridurre le tasse alla classe media. Parola di Giovanni Tria. Il ministro dell'Economia, intervenuto al al Forum di Bloomberg, ha infatti spiegato come sia necessario «andare oltre la flat tax riducendo il carico fiscale sulla classe media, mantenendo il budget gestibile». Non solo: «Puntiamo a ottenere una crescita più forte e sostenibile attraverso riforme strutturali». Il tutto tramite tre pilastri: Investimenti pubblici che «devono tornare almeno al 3% del Pil», taglio delle tasse e lotta alla povertà. Le coperture? «Saranno cercate - ed ecco la 'coperta corta' - tagliando le attuali agevolazioni fiscali». Ma la strada intrapresa sembra essere quella giusta: «Siamo a uno stadio molto avanzato per una riduzione delle imposte sui redditi personali che attenui il carico fiscale della classe media in un modo che va ben oltre la flat tax e mantenga l’impatto sul budget gestibile».

Un cambio di passo guardando ai «poveri»
Il tutto, ovviamente, avverrà - e questo Tria non smette di precisarlo a ogni uscita pubblica - «nel rispetto dei vincoli europei». Ma, sia chiaro, «questo governo si è impegnato a imboccare un sentiero di crescita sostenibile che risponda ai bisogni sociali e alle esigenze economiche». E nella direzione di 'lotta alla povertà' va inserito anche il reddito di cittadinanza, perché - il parere di Tria - è necessario che «la politica torni a occuparsi dei lavoratori espulsi dal mondo del lavoro nelle fasi di innovazione». La priorità, stavolta, è «risolvere problemi sociali che hanno portato al bisogno di questo reddito».

Il M5s torna a battere sul tasto «pensioni»
Non solo 'reddito', però. Nelle stesse ore in cui Tria, al Forum Bloomberg, spiegava la necessità di tornare a occuparsi dei «poveri», il Movimento 5 stelle ha ribadito l'urgenza di un intervento sulle pensioni. Da un lato quelle da tagliare - le pensioni d'oro - dall'altro quelle da aumentare tramite le 'pensioni di cittadinanza'. «Dopo l'Air Force Renzi e il taglio dei vitalizi, ora tagliamo anche le pensioni d'oro. Una misura inserita nel contratto di governo e che ci permetterà di ridare dignità ai pensionati che vivono sotto la soglia di povertà» ha spiegato il portavoce M5S Davide Tripiedi, vicepresidente della Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati. La domanda è sempre la stessa: «È mai possibile che in questo Paese ci siano persone che, pur non avendo mai versato quei soldi, prendono 6000 euro al mese di pensione e altre che arrivano a mala pena a 400 euro?».

Le pensioni di cittadinanza
La soglia è ormai quella: 780 euro al mese. E chiunque si dica contrario alla pensione di cittadinanza «non ha a cuore le sorti di questo Paese e le persone che ci vivono» ha ribadito Tripiedi. Dello stesso tono l'intervento di Mirella Liuzzi, deputata del M5s che punta il dito contro i critici: «Siamo alle solite. Certa stampa in Italia per anni ha taciuto sulle peggiori nefandezze commesse dai partiti ai danni dei cittadini, salvo poi risvegliarsi quando si tratta di questo governo. Vogliamo aiutare i pensionati italiani? Ci attaccano. Aiutiamo i giovani con il Reddito di cittadinanza? Ovviamente ci attaccano. Mi chiedo se sono consapevoli di aver perso completamente il senso della realtà». Nel mirino, stavolta, c'è il giornalista del Corriere della Sera Pierluigi Battista per il quale, secondo la deputata stellata, «i pensionati italiani non avrebbero diritto alla pensione di cittadinanza» proposta dal MoVimento 5 Stelle. «Dov'erano questi giornalisti quando c'era chi arricchiva i propri profitti ai danni della collettività? Dov'erano quando venivano salvate banche ai danni di risparmiatori ignari? Come ha già ribadito il Vicepresidente del Consiglio e Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio, noi non abbiamo paura e in legge di Bilancio aumenteremo le pensioni minime e poi elimineremo le pensioni d'oro».