14 novembre 2018
Aggiornato 04:00

Pensioni d'oro, la rabbia di Di Maio contro la «casta» di Repubblica

Il vicepremier e capo politico del Movimento 5 stelle contro i giornalisti di Repubblica: «Hanno paura di perdere la loro pensione d'oro?»
Il ministro Luigi Di Maio fuori palazzo Chigi, Roma 9 agosto 2018
Il ministro Luigi Di Maio fuori palazzo Chigi, Roma 9 agosto 2018 (Giuseppe Lami | ANSA)

ROMA - In piena polemica sul taglio delle pensioni d'oro, il capo politico del Movimento 5 stelle parte all'attaco dei giornalisti. Nel mirino il quotidiano La Repubblica. «C'è qualche giornalista di Repubblica che ha paura di perdere la sua pensione d'oro? A leggere l'articolo pieno di falsità che è stato pubblicato oggi viene proprio da pensare di sì. Le notizie false però non fermeranno il nostro progetto di eliminare le sperequazioni e le ingiustizie e lo ribadisco: tra poco le pensioni d'oro senza i contributi versati saranno solo un ricordo». Un attacco duro. Un messaggio chiaro. Il governo sulle pensioni andrà avanti, pronto anche a fronteggiare eventuali ricorsi per «incostituzionalità» come prevedono, ad esempio, Elsa Fornero e Renato Brunetta.

Di Maio e il ruolo dell'Inps
«L'Inps sta ricostruendo la storia contributiva di tutti coloro che hanno una pensione superiore a 4.000 euro» afferma Di Maio  «quelli che prendono più di quanto hanno versato, una volta individuati, avranno un taglio pari a quello che prendono in più. Prenderanno quello che hanno versato. Come tutti. E non abbiamo alcuna paura dei ricorsi. Perchè, al contrario del contributo di solidarietà che è fissato dalla legge in modo secco e uguale per tutti nelle percentuali, e già giudicato incostituzionale, il nostro ricalcolo si basa su un calcolo oggettivo ed un principio: quanto i pensionati dovrebbero prendere di pensione in base ai loro contributi versati. Semplicemente equità».

Gli esempi su tagli
Mettete il caso del signor Bianchi e del signor Rossi - spiega Di Maio: entrambi prendono 5.000 euro di pensione. Il signor Rossi ha versato effettivamente contributi per 5.000, il signor Bianchi ne ha versato solo per 4.000. «Con la nostra legge il signor Rossi continuerà a prenderne 5.000, mentre il signor Bianchi inizierà a percepirne 4.000, ossia quello che ha versato». Quindi, per il capo politico del Movimento 5 stelle, «contrariamente a quanto afferma Repubblica, le donne saranno una minoranza. Sono solo 30.000 circa, quindi più o meno 1 su 5. Non si capisce come abbiano fatto a inventarsi i dati riportati. Esiste inoltre una clausola di salvaguardia per cui nessuna pensione ricalcolata può andare sotto i 4.000 euro». Per Di Maio «l'unica cosa vera dell'articolo è che potrebbero essere di più di 158 mila, infatti l'Inps stima tra 158.000 e 188.000. Circa 200.000 privilegi eliminati. Sarà un gran risultato per ristabilire l'equità sociale».