18 agosto 2018
Aggiornato 13:00

Azzerati i vertici di Ferrovie: al posto del manager renziano arriva il leghista?

Il ministro dei trasporti Toninelli ha annunciato la decadenza dell'intero cda. Il favorito per prendere il posto di Renato Mazzoncini sarebbe Giuseppe Bonomi
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli e l'ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Renato Mazzoncini
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli e l'ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Renato Mazzoncini (ANSA/CLAUDIO PERI)

ROMA – Dopo aver anticipato ieri lo stop alla fusione con Anas, oggi con un post sulla sua pagina Facebook il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli ha annunciato l'azzeramento di tutto il consiglio d'amministrazione delle Ferrovie dello Stato. «Ho appena firmato – si legge nel post del ministro – la decadenza dell'intero cda di Fs per chiudere con il passato. Siamo il governo del cambiamento e pensiamo che non esista attività industriale, soprattutto se prodotta al servizio dei cittadini, che non abbia un risvolto etico. Ora la barra si sposta – promette Toninelli – sui treni regionali e sui pendolari in termini di sicurezza e di qualità dei loro spostamenti. E in tutto questo la 'cura del ferro' ha un ruolo fondamentale».

L'uomo di Salvini
Fatto fuori, dunque, l'amministratore delegato Renato Mazzoncini, molto vicino a Matteo Renzi e in generale all'area del Partito democratico, tanto da aver ricevuto il rinnovo del proprio mandato solo poche settimane fa, con uno degli ultimi atti dello scorso governo di Paolo Gentiloni. Secondo le indiscrezioni di palazzo, in compenso, il nome più accreditato per diventare nuovo ad sarebbe il varesino Giuseppe Bonomi, in quota Lega, di cui è l'esponente più esperto in tema di trasporti, avendo ricoperto già il ruolo di presidente sia della Sea che dell'Alitalia. Salvini, infatti, avrebbe accettato i vertici della Cassa depositi e prestiti proposti dal Movimento 5 stelle chiedendo in cambio per la sua parte politica proprio la nomina di quelli delle Ferrovie.

Colpa del cda
«Non si tratta di occupazione di poltrone, ma è il cda che ha in qualche modo costretto, con le sue prese di posizione, il governo a questo tipo di provvedimento», hanno successivamente affermato fonti del ministero delle Infrastrutture commentando il provvedimento appena adottato. Ecco il testo della lettera inviata ai consiglieri d'amministrazione congiuntamente dal ministro dell'Economia e dal Ministro delle Infrastrutture e diffusa dal dicastero di quest'ultimo. «Ai sensi dell'articolo 6 della Legge 15 luglio 2002, n. 145, con la presente si procede alla revoca dell'incarico di componente del Consiglio di Amministrazione di Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A. conferito alle SS.VV. Si chiede di provvedere alla convocazione d'urgenza dell'assemblea dei soci per il rinnovo dell'Organo di Amministrazione ovvero di assicurare – conclude la missiva – i presupposti per lo svolgimento di un'assemblea in forma totalitaria da tenersi entro il 31 luglio prossimo».