19 marzo 2019
Aggiornato 11:00
Trasporti

Autostrade «fa spin» a Toninelli? Di Maio e Di Battista: via concessione a Benetton. Ci sarà tariffa unica in tutta Europa

«Assurdo abbiano una rendita del 7% qualunque cosa accada» attaccano i due pentastellati, che propongono nazionalizzazione e una tariffa unica UE

STRASBURGO - In viaggio verso Strasburgo assieme al fido compare Alessandro Di Battista, appena rientrato in Italia dopo l'esperienza sudamericana, Luigi Di Maio, alla guida dell'auto che li porterà nella sede Ue francese, lancia la sua invettiva contro la rete autostradale europea che ha una tariffa unica: «Deve sparire il casello» chiosa. Come? «Posso usare un abbonamento flat annuale a livello nazionale, pago 30-40 euro all'anno e i soldi vanno a una società statale che fa investimenti». Questa secondo Luigi Di Maio la ricetta per rivedere la gestione delle Autostrade italiane. Di Maio ricorda che il governo non ha dimenticato la promessa fatte alle famiglie delle vittime del ponte Morandi, «noi vogliamo togliere le concessioni ad Autostrade». Bisogna essere «sempre più duri con questi signori, pagare la ricostruzione è metà del loro dovere» attacca. E osserva come oggi abbiamo 3 concessionarie in Italia, Autostrade, Gavio e Toto in Abruzzo: «Questi soggetti devono capire che si fa una direttiva in cui si dice a tutti i paesi europei che d'ora in poi si usa la tariffa unica».

Di Maio: «10 mld guadagnati dai Benetton potevano salvare vite»

Il vicepremier ha ricordato che quei 10 miliardi di euro di utili guadagnati dai Benetton negli ultimi 10 anni «potevano essere investiti in sicurezza» per evitare casi come il crollo del ponte Morandi. Perciò, l'intenzione del governo è «dire a questi signori che non solo non devono aumentare i pedaggi ma li devono abbassare. Vi ricordo che tutti gli anni aumentavano e solo quest'anno sono stati fermati il 90% dei pedaggi». «Quante vite si potevano salvare con quei 10 miliardi? Vanno rifatti quasi tutti i guard rail delle autostrade italiane», ha aggiunto il vicepremier, secondo il quale «i cittadini ogni giorno subiscono vessazioni, bisogna cominciare a colpire uno di quelli più impuniti, Autostrade ha una rendita del 7% qualunque cosa accada: è una cosa assurda». Di Maio ha anche risposto anche a chi su Facebook si lamentava della tangenziale di Napoli: «Il presidente per anni è stato Cirino Pomicino. Qui serve una tariffa unica italiana su tutte le reti autostradali italiane, una sorta di Telepass ma non con le tariffe del Telepass».

Di Battista: «Togliere concessione ai Benetton e nazionalizzare»

Il primo passo è togliere le concessioni alla famiglia Benetton per ottenere risparmi per i cittadini e fare maggiori investimenti. «Si può fare. Solo che destra e sinistra negli ultimi dieci anni si sono svenduti ai Benetton» gli fa eco Di Battista, aggiungendo di credere molto «nelle nazionalizzazioni». «Dobbiamo prendere di petto certi poteri e lo può fare solo il M5s, si può recuperare molto soprattutto dopo che abbiamo visto che Autostrade non si sono comportate in maniera dignitosa». Sono questi poteri «estremamente forti» che il M5s ha il «dovere» di attaccare, e il governo sarà compatto perché tocca togliere le concessioni ai Benetton, assicura l'esponente pentastellato ricordando che «da quando le autostrade sono state privatizzate, dalla sinistra - nel '99 con il governo D'Alema - la famiglia Benetton ha fatto 10 miliardi di euro di utili, più del reddito di cittadinanza». Da quando sono stare regalate a loro, le autostrade e i pedaggi sono aumentati del 30 per cento con investimenti «assolutamente inadeguati. I poteri forti, tosti, da prendere di petto sono questi e una battaglia che può unire tutti i cittadini italiani, da destra a sinistra, per recuperare miliardi e inventare qualcosa di nuovo».

Autostrade «fa spin» a Toninelli?

Di Maio riporta poi che qualcuno gli avrebbe detto che Autostrade avrebbe ingaggiato una società di comunicazione per «incalzare» il ministro Toninelli e attaccarlo, «si dice fare spin. Non so se sia vero ma sicuramente non mi meraviglio se l'avessero fatto». «Questi sono poteri che se lo Stato alza la testa loro iniziano ad abbassare la testa - assicura il ministro del Lavoro e dello Sviluppo -. In questi anni questi signori hanno fatto il bello e il cattivo tempo perché il governo di turno nella migliore delle ipotesi aveva paura o nella peggiore delle ipotesi aveva preso o soldi in campagna elettorale, e non solo a livello nazionale anche a livello locale».

Fassina (Leu): «Agite o tacete»

Ma l'ipotesi nazionalizzazione della gestione autostradale non piace a sinistra, che grida: «Basta propaganda» e invita il governo a presentare in Parlamento una proposta chiara «e si proceda». Dal 16 agosto, sottolinea Stefano Fassina deputato LeU, sostiene la necessità di nazionalizzare la gestione dei monopoli naturali, come le autostrade. Invece, in quello che bolla come «tour elettorale» a Bruxelles, Di Maio e Di Battista si presentano come fossero ancora all'opposizione. Continuano a denunciare il fallimento delle gestioni private, a partire da Autostrade per l'Italia e dalla tragedia del Ponte Morandi, «ma non fanno nulla. Siete al governo e, nonostante due mesi di gestazione, non avete inserito nulla sul Decreto per Genova. Cari Di Maio, Di Battista e Toninelli, agite o tacete, almeno per rispetto alla vittime di Genova e Avellino».