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Lufthansa vuole Alitalia, ma prima chiede a noi italiani di ristrutturarla

Lufthansa è interessata ad acquisire Alitalia ma solo se sarà prima ristrutturata: "Da noi paper per riassetto, non un'offerta"

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Alitalia (ANSA/Redazione Telenews)

ROMA - Lufthansa è interessata ad acquisire Alitalia ma soltanto se la compagnia italiana sarà prima ristrutturata. Lo ha affermato il direttore finanziario del gruppo tedesco Ulrik Svensson, secondo cui l’Italia è un mercato molto importante: "Per noi è il secondo mercato importante dopo gli Stati Uniti. Ma il modo in cui si presenta oggi Alitalia non ci interessa affatto». «Abbiamo consegnato agli italiani – ha spiegato il Cfo di Lufthansa – un concept paper su come una compagnia aerea completamente ristrutturata potrebbe apparire in termini di dimensioni, costi, destinazioni e così via». Ma questa ristrutturazione, spiega, dovrà essere fatta dagli italiani. Non lo farebbero mai come nuovo azionista. Quindi ci sono molte condizioni – ha sottolineato – il che fondamentalmente significa che prima deve essere ristrutturata. Dunque, al momento, di base c’è solo la proposta di un concept, che non è un’offerta. «Questo concept – ha aggiunto Svensson in una conference call con gli analisti finanziari – dovrà essere valutato dalle autorità italiane. Ma non c’è ancora un governo in carica. Penso che ci vorrà molto tempo prima che si verifichi qualcosa da quella parte. Ma non siamo interessati ad Alitalia così com’è oggi».

Prorogata la data di scadenza per la vendita
Intanto, il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha annunciato che l’esecutivo ha spostato i termini per la vendita della compagnia: il nuovo termine è stato fissato al 30 ottobre, mentre la data per la restituzione del prestito ponte sarà prorogata al 15 dicembre 2018. La decisione, ha precisato Calenda, è stata presa a causa della «situazione politica che stiamo vivendo». «Ci sono state delle offerte – ha ricordato – ora si arriva a una fase di negoziazione più stretta che ha bisogno di un governo nel pieno delle sue funzioni, che esprima il proprio orientamento». Il responsabile del Mise ha anche sottolineato come «dal momento dell’accordo per la vendita al trasferimento dell’asset ci vorrebbero 6 mesi.

Pressing Ue sul prestito ponte
A Bruxelles prosegue intanto il pressing dell’Unione europea sul prestito ponte di 900 milioni di euro, tacciato di aiuto di Stato, che vede la commissione Ue – stimolata dalle accuse di alcuni competitori di Alitalia – indagare sui tempi e i modi di rimborso della somma stanziata dal governo italiano. Il portavoce della commissaria Ue alla concorrenza, Margrethe Vestage, ha affermato di essere in continuo contatto con le autorità italiane sul caso Alitalia. «Abbiamo appena mandato la lettera con le nostre osservazioni e nel frattempo continuiamo la nostra indagine. In linea di principio, uno Stato può dare aiuti massimo di sei mesi per il salvataggio e poi presentare aiuti per la ristrutturazione di un’azienda e, se in linea con le regole Ue, ricevere l’approvazione da parte di Bruxelles, ma dipende da ogni specifica situazione e dai singoli casi». «Abbiamo sempre avuto un’interlocuzione con la Commissione europea, peraltro anche sulla fissazione del tasso di interesse relativo al prestito quando l’abbiamo concesso – risponde Calenda – Quindi continueremo a gestire come sempre abbiamo fatto e con la commissaria Vestager abbiamo un rapporto consolidato e forte».