17 ottobre 2019
Aggiornato 00:00
Banche

Risparmiatori «traditi» dalle banche: il pessimo affare dei diamanti venduti allo sportello

L'Antitrust ha multato alcune delle più importanti banche italiane per pratiche commerciali scorrette dopo che oltre 120mila risparmiatori hanno perso i loro soldi

Un altro caso di risparmio tradito: quello dei diamandi venduti allo sportello delle banche
Un altro caso di risparmio tradito: quello dei diamandi venduti allo sportello delle banche ANSA

ROMA – La fiducia verso le banche, nel Belpaese, non è mai stata così bassa. Nel 2017 è infatti collassata ai minimi storici. Com'era facile prevedere, gli eventi drammatici degli ultimi anni hanno lasciato ferite profonde nell'opinione pubblica. Tanto che oggi solo il 16% degli italiani è ancora disposto a fidarsi degli istituti di credito. E tra i ceti più bassi della popolazione va anche peggio, perché qui la percentuale scende addirittura all'8%. In parole povere, la maggior parte dei cittadini italiani diffida della banca nella quale è costretta ob torto collo a depositare i suoi risparmi. E questo è un problema molto serio perché – come ci suggeriva Keynes – la fiducia è il motore dell'economia. Ma sarebbe sbagliato dare la colpa dello status quo solo alla crisi del Monte Paschi Siena, a quella di Banca Etruria o a quella delle ex popolari venete. Perché il problema in questione è tentacolare ed è stato alimentato da tutta una serie di cattive abitudini perpetrate dalla maggior parte delle banche ai danni dei risparmiatori italiani senza soluzione di continuità. Ne è un esempio quella che ormai va delineandosi sempre più come "la truffa della vendita dei diamanti" agli sportelli di alcune delle banche più importanti del Paese.

La truffa dei diamanti allo sportello
La truffa in questione, come ricostruisce La Repubblica, è stata fermata solo recentemente dall'Antitrust che ha multato nientepopodimenoché Intesa SanPaolo, Unicredit, Mps e Bpm per pratiche commerciali scorrette. L'amministratore delegato di Intesa, Carlo Messina, si è detto «rammaricato» per l'accaduto, ma a tutti gli istituti finanziari coinvolti non resta che pagare la sanzione che ammonta complessivamente a qualche milione di euro. Sull'altra sponda del fiume, però, ci sono oltre 120mila risparmiatori che hanno perso il loro denaro a causa di un pessimo investimento e che non amano raccontare i fatti perché si vergognano di essere stati tanto ingenui.

120mila risparmiatori coinvolti
Ai clienti più facoltosi (quelli con un certo numero di zeri sul conto corrente), infatti, le banche sopraelencate avrebbero proposto di investire i loro risparmi nell'acquisto di quello che viene ancora considerato un bene rifugio per eccellenza - il diamante – spacciandolo per un investimento sicuro, redditizio e facilmente liquidabile. Peccato, però, che non esista affatto un indice sull'andamento del mercato dei diamanti che sia sempre positivo. E, inoltre, da quando i diamanti possono essere prodotti anche artificialmente il loro valore è soggetto a importanti variazioni, tanto che la stessa Consob afferma che quello in diamanti è un investimento che può nascondere «rischi non immediatamente percepibili». Tant'è che oltre 120mila risparmiatori negli ultimi anni hanno perso i loro soldi acquistando diamanti in filiale. Ma una domanda sorge spontanea: perché, ancora una volta, chi doveva vigilare non ha tutelato il risparmio degli italiani?