18 giugno 2019
Aggiornato 17:00
Banche

Banche, i risparmiatori tremano: via libera ai tassi di «usura» sui mutui bancari

Tornano i tassi da usura sui mutui bancari. E per i risparmiatori italiani arrivano tempi duri. Ecco cosa sta succedendo

Antonio Patuelli è il presidente dell'Associazione bancaria italiana
Antonio Patuelli è il presidente dell'Associazione bancaria italiana ( ANSA )

ROMA – Tornano i tassi da usura sui mutui bancari. E per i risparmiatori italiani arrivano tempi duri. Credevamo di averne già viste di tutti i colori dopo il crac di Banca Etruria, Carichieti, Cariferrara e Banca Marche. Nonché dopo la crisi di Monte Paschi Siena e delle due ex popolari venete. Ma non sapevamo ancora che sulla testa dei risparmiatori era sul punto di abbattersi un'altra epica stangata. Finora le banche italiane nella determinazione del tasso d'interesse sui mutui concessi ai clienti hanno dovuto rispettare un limite stabilito per legge, o fissato come soglia direttamente nel contratto, oltre il quale sarebbero incappate nel reato di usura o (nel caso di interessi sugli interessi) di anatocismo. Erano cioè costrette a rispettare il limite delle soglie di usura, che veniva calcolato aumentando il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) di un quarto al quale si aggiunge un altro margine di ulteriori quattro punti percentuali. Il TEGM, a sua volta, risulta dalla rilevazione effettuata ogni tre mesi dalla Banca d'Italia per conto del Ministero dell'Economia e delle Finanze. E oltre questo tetto invalicabile le banche non potevano andare. Prima. Perché ora, come riporta Libero Quotidiano, quel paletto non esiste più.

Usura «sopravvenuta» e usura «originaria»
Secondo le Sezioni unite della Cassazione (sentenza del 19 ottobre 2017, n. 24675) se quel limite viene superato nel corso della vita di un mutuo o di un finanziamento non ha più valore. Come ha spiegato il Sole 24 Ore, il risparmiatore deve invece pagare per la cosiddetta «usura sopravvenuta». Anzi, quest'ultima è come se non esistesse perché viene considerata un evento accidentale che si è verificato durante la vita del contratto. L' unica forma di tutela, come sottolinea Libero Quotidiano, resta quella dell'usura "originaria", cioè quella che si verifica sin dal momento di stipula del prestito. Solo contro questa il risparmiatore ha qualche possibilità di far valere i suoi diritti. Ma allora cosa succede nel caso in cui nel corso del mutuo gli interessi dovessero andare oltre quel tasso soglia dell'usura?

La sentenza della Cassazione
La risposta della Cassazione è stata quantomai esaustiva: «se nel corso del tempo - si legge sempre nello stesso dispositivo - i tassi concordati al momento della stipula superano la soglia di usura non si verifica la nullità o l' inefficacia della clausola contrattuale di determinazione del tasso degli interessi stipulata anteriormente all'entrata in vigore della predetta legge (legge 108 del 1996, ndr), o della clausola stipulata successivamente...». In poche parole, non succede nulla se non che il risparmiatore viene costretto a pagare più di quanto aveva inizialmente pattuito con la banca. E chi aveva fatto domanda di risarcimento sperando di riavere indietro i soldi pagati per un tasso di interesse che aveva superato il limite sancito nel contratto ora deve mettersi l'anima in pace perché non riavrà indietro neanche un euro.