Telecomunicazioni

Consob, Vivendi controlla di fatto TIM: cosa succede ora

L'Authority delle comunicazioni rende noto che Vivendi esercita un controllo di fatto su TIM e il pronunciamento avrà conseguenze importanti per Vincent Bolloré

Per la Consob Vivendi esercita un controllo di fatto su TIM.
Per la Consob Vivendi esercita un controllo di fatto su TIM. (ANSA/ALESSANDRO DIMEO)

ROMA - Per la Consob i francesi di Vivendi esercitano un controllo di fatto su TIM. «La Consob ha concluso che la partecipazione di Vivendi in Tim debba essere qualificata come una partecipazione di controllo di fatto ai sensi dell'art. 2359 del codice civile e dell'art. 93 del TUF", rende noto l'Authority delle comunicazioni che ha diffuso anche la lunga lettera con le motivazioni che hanno portato la Commissione al pronunciamento odierno. Nella lettera sulle motivazioni, la Consob elenca una serie di fatti che «costituiscono indici del concreto esercizio del controllo su TIM da parte di Vivendi». Il pronunciamento avrà conseguenze importanti per Vincent Bolloré perché dovrà scendere sotto il 10% del Biscione se avrà ancora una quota nell'incumbent delle tlc. Finché non sarà ceduta la quota in eccesso, nessun accordo tra Vivendi, Telecom e Mediaset potrà essere autorizzato dall'Agcom. A questo punto scatterà anche l'obbligo della notifica al governo Gentiloni del controllo di Vivendi su TIM.

Le motivazioni esposte dalla Consob
Quanto alle motivazioni che hanno spinto la Consob al pronunciamento odierno, l'Authority segnala che tre amministratori dei dieci di designazione Vivendi (sui 15 totali) ricoprono incarichi dirigenziali di vertice nel gruppo Vivendi. In particolare Arnaud de Puyfontaine, Hervé Philippe, Frederic Crepin. La Consob indica poi la delibera del cda del primo giugno 2017 di attribuzione a de Puyfontaine della carica di presidente esecutivo di TIM e il conferimento al medesimo di rilevganti deleghe. Inoltre la ricostituzizone del comitato strategico composto da due consiglieri appartenenti al vertice esecutivo di Vivendi e da Recchi, Bernabè e Frigerio.

Perché Vivendi controlla di fatto TIM
La composizione dei comitati interni al cda, l'impegno assunto da Vivendi a cedere le quote detenute da TIM in Persidera, senza un preventivo coinvolgimento del cda di TIM (che ha ricevuto un'informativa su tale aspetto il 7 luglio 2017) e dopo che TIM aveva dichiarato nell'ultimo bilancio la strategicità di tale partecipazione. Altri fatti indicativi del controllo di Vivendi sono la risoluzione del rapporto con l'ad Flavio Cattaneo, «di recente confermato ad dopo l'assemblea del 4 maggio» su esclusiva iniziativa del consigliere de Puyfontaine a seguito di una discussione con Cattaneo avente ad oggetto cambiamenti nel management con il possibile coinvolgimento di Amos Genish (manager del gruppo Vivendi) quale direttore generale con deleghe.

TIM presenta ricorso contro la Consob
La Consob riferisce anche sulla decisione del 27 luglio del cda TIM di conferire temporaneamente le deleghe precedentemente attribuite a Cattaneo al presidente esecutivo de Puyfontaine, fatta salva l'attribuzione ad interim delle deleghe relative alla funzione security e alla società Telecom Sparkle al vice presidente Recchi. Inoltre la dichiarazione di de Puyfontaine dell'avvio dell'attività di direzione e coordinamento da parte di Vivendi su TIM; l'ingresso di Amos Genish quale direttore operativo del gruppo Telecom; la sottoscrizione da parte di de Puyfontaine di un dettagliatissimo term sheet con Canal Plus; la circostanza che «rilevanti delibere» del cda di TIM in materia organizzativa a partire dal 4 maggio 2017 siano state adottate sempre a maggioranza. Telecom ha annunciato che presenterà ricorso contro la decisione della Consob.