2 dicembre 2021
Aggiornato 05:00
Telecomunicazioni

Il fondo americano Kkr mette nel mirino Tim

Il fondo Usa - ha scritto il Corsera - è interessato a tutta Tim, da quanto si apprende, e sarebbe disponibile a lanciare un'offerta pubblica sull'intero capitale del gruppo

Il fondo americano Kkr mette nel mirino Tim
Il fondo americano Kkr mette nel mirino Tim ANSA

Il fondo americano Kkr mette nel mirino Tim. Lo ha anticipato il Corriere della Sera specificando che nelle scorse ore sul tavolo del presidente del gruppo telefonico, Salvatore Rossi, è arrivata una manifestazione di interesse dal fondo Usa, già azionista di FiberCop, la società in cui Tim ha spostato l'ultimo miglio della rete telefonica, per l'intero gruppo. Rossi ha convocato per oggi alle un consiglio per comunicare la proposta, che arriva mentre imperversa la bufera sul gruppo telefonico. Con il primo azionista, la media company francese Vivendi che, delusa dagli ultimi conti Tim si è messa in movimento per cambiare l'assetto di vertice.

Il fondo Usa - ha scritto il Corsera - è interessato a tutta Tim, da quanto si apprende, e sarebbe disponibile a lanciare un'offerta pubblica sull'intero capitale del gruppo, le cui azioni sono ai minimi storici. Attraverso i suoi canali diplomatici, Kkr avrebbe sondato nei giorni scorsi il Governo, dal quale non sarebbero arrivate indicazioni, come di consueto essendo Tim una società quotata. Ma il fatto che la proposta sia poi giunta attraverso i canali ufficiali sul tavolo del gruppo telefonico lascerebbe intendere se non altro una neutralità, fermo restando che Palazzo Chigi ha comunque i poteri della «golden power» a tutela della rete, asset strategico per la sicurezza nazionale, inclusa la rete internazionale custodita dentro Sparkle. E' ipotizzabile che in caso di un'Opa il governo metta dei paletti a difesa della rete, tanto per la parte contenuta in FiberCop quanto per la cosiddetta «rete primaria» rimasta a Tim.

La mossa di KKR giunge mentre l'Italia prevede di impiegare miliardi di euro del piani Pnrr dell'Unione Europea per aumentare la connettività digitale nel Paese e colmare il ritardo con gli altri Stati membri. KKR lo scorso anno ha investito 1,8 miliardi di euro per una quota del 37,5% in FiberCop, la consociata che detiene la rete dell'ultimo miglio di TIM che collega gli armadietti stradali alle abitazioni dei clienti.

Secondo fonti anonime citate dall'agenzia Reuters, KKR vorrebbe vedere la rete di TIM fusa con quella della rivale Open Fiber e funzionare come asset regolamentato dal governo secondo il modello utilizzato dalla società di rete elettrica Terna o dalla società di rete del gas Snam.

Come si ricorderà il progetto di una rete unica di telecomunicazioni era stato sponsorizzato dal precedente governo Conte, ma si è esaurito sotto l'attuale esecutivo guidato da Mario Draghi.

Un portavoce di Vivendi oggi ha affermato che il gruppo dei media francesi è pronto a lavorare a fianco delle autorità e delle istituzioni italiane per il successo a lungo termine di TIM.

Gli asset fissi di TIM sono ritenuti strategici dal governo italiano e l'investitore pubblico CDP ha acquisito una quota del 9,8% nell'ex monopolista telefonico per sovrintenderli. CDP peraltro è già presente sia in Terna che in Snam, oltre che nella rete di distribuzione del gas Italgas, attraverso il veicolo di investimento CDP Reti, costituito nel 2012 per detenere partecipazioni in asset di rete.

Va ricordato inoltre che un ipotetico piano di acquisizione da parte di KKR avrebbe comunque bisogno di un via libera del governo italiano che detiene il cosiddetto «golden power», vale a dire poteri speciali anti-scalata per proteggere le aziende ritenute di importanza strategica dalle acquisizioni estere.

Lo scorso 19 novembre S&P aveva rivisto al ribasso il rating a lungo termine su Tim a «BB» da «BB+», con outlook stabile. Il taglio del rating di TIM era stato motivato con «l'indebolimento dei ricavi dei servizi domestici su base annua, a una ripresa più lenta del roaming e delle vendite di cellulari, e a movimenti valutari avversi che stanno ancora influenzando i contributi del business del Brasile nel 2021». Quanto all'Italia, venivano evidenziati «i deboli benefici dai diritti televisivi sportivi di Dazn e dai sussidi per i voucher».

(con fonte Askanews)