26 giugno 2019
Aggiornato 09:30
Telecomunicazioni

Tim, Cassa Depositi e Prestiti sale al 7,1%. Vivendi tuona: «No alla separazione della rete»

L'operazione è costata alla Cassa più di 800 milioni, ai valori di Borsa attuali la perdita sarebbe da 250. A metà febbraio aveva deliberato di poter salire fino al 10%

Cdp sale al 7,1% in Telecom
Cdp sale al 7,1% in Telecom ( ANSA )

MILANO - In vista dell'assemblea di Tim del 29 marzo, la Cassa Depositi e Prestiti rafforza ulteriormente la presa sul gruppo salendo al 7,1% nel capitale. Un rafforzamento importante in un momento in cui si gioca il futuro della rete. E dalla Francia l'Ad di Vivendi, primo azionista di Tim, avverte: «Siamo totalmente contro la separazione». «Non vogliamo che Telecom sia smantellata perchè significherebbe la morte della società», ha detto Arnaud de Puyfontaine.

Operazione da 800 milioni di euro

Con più operazioni di acquisto, avvenute da metà febbraio, la Cdp è arrivata a detenere complessivamente 1.073.500.000 azioni ordinarie Tim. Nel dettaglio, dal 15 al 28 febbraio ha effettuato 10 diverse operazioni, per un totale di 323.500.000 azioni, a un prezzo compreso tra 0,5102 euro e 0,5424 euro. Gli acquisti effettuati per costruire la propria posizione in Tim, secondo quanto emerso da un filing depositato alla Sec, sono costati alla Cdp complessivamente, dalla scorsa primavera a oggi, 824 milioni di euro (incluso le commissioni di brokeraggio).

Lo scorso 14 febbraio il cda di Cdp aveva deliberato l'autorizzazione all'acquisto di ulteriori azioni Tim (allora la quota era ferma al 4,9%). Investimento, spiegava la Cassa, che «si pone in una logica di continuità con gli obiettivi strategici sottesi all'ingresso nel capitale deliberato lo scorso aprile, coerente con la missione istituzionale di Cdp a supporto delle infrastrutture strategiche nazionali e vuole rappresentare un sostegno al percorso di sviluppo e di creazione di valore, avviato dalla società in un settore di primario interesse per il Paese».

Il 29 marzo l'assemblea degli azionisti

Il 29 marzo si terrà l'assemblea degli azionisti di Tim che si dovrà esprimere in merito alla proposta di Vivendi di revocare cinque consiglieri espressione della lista Elliott (Fulvio Conti, Alfredo Altavilla, Massimo Ferrari, Dante Roscini e Paola Giannotti de Ponti) per sostituirli con altrettanti membri nelle persone di Franco Bernabè, Gabriele Galateri, Flavia Mazzarella, Rob Van der Valk e Francesco Vatalaro. «Vogliamo trasparenza e una governance efficiente nell'interesse di tutti gli azionisti», ha rivendicato oggi De Puyfontaine, a latere dei lavori del Business Forum Italia-Francia a Versailles. «Vivendi è azionista industriale di lungo termine e vogliamo accompagnare Telecom con un piano strategico ambizioso ed è esattamente quello che vogliamo fare con la possibilità di avere una governance che funzioni e che rispecchi l'insieme degli azionisti».