23 giugno 2021
Aggiornato 04:30
Statistiche

Istat: scatto della fiducia per famiglie e imprese (al top da 10 anni)

Mai così in alto da 10 anni. Per trovare un livello superiore nell'indice di fiducia delle imprese occorre tornare a giugno 2007: solo allora il dato è stato superiore rispetto al risultato di agosto 2017. Confcommercio: «I consumi provano a ripartire»

ROMA - Ad agosto 2017 l'indice del clima di fiducia dei consumatori aumenta passando da 106,9 a 110,8, rafforzando i segnali di miglioramento emersi nei mesi precedenti; anche l'indice composito del clima di fiducia delle imprese registra un aumento spostandosi da 105,6 a 107,0. In questo caso l'indice si colloca sui valori medi rilevati nel 2007, ai massimi da dieci anni. Lo ha reso noto l'Istat.
Tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori sono in aumento: il clima economico e quello personale passano, rispettivamente, da 123,1 a 128,1 e da 101,6 a 105,6; il clima corrente sale da 106,3 a 109,3 e il clima futuro aumenta da 108,4 a 114,0.

GIUDIZI IN MIGLIORAMENTO - I giudizi e le aspettative circa la situazione economica del Paese sono in miglioramento e contemporaneamente tornano a diminuire le aspettative sulla disoccupazione. Per quanto riguarda le opinioni sull'andamento dei prezzi al consumo, si rileva un aumento sia della quota di individui che ritengono i prezzi aumentati negli ultimi 12 mesi sia di quella di coloro che si aspettano un incremento nei prossimi 12 mesi.
Con riferimento alle imprese, nel mese di agosto i diversi settori economici mostrano segnali eterogenei. In particolare, il clima di fiducia aumenta nel settore manifatturiero e in quello dei servizi passando, rispettivamente, da 107,8 a 108,1 e da 105,1 a 107,0; invece nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio l'indice è in diminuzione (da 131,1 a 128,4 e da 108,8 a 105,3, rispettivamente).

SCORTE IN ACCUMULO - L'analisi delle componenti dei climi di fiducia delle imprese - ha sottolineato l'Istat - evidenzia, nel comparto manifatturiero, un aumento delle attese sulla produzione in presenza di un lieve peggioramento dei giudizi sul livello degli ordini e di una diminuzione del saldo relativo ai giudizi sulle scorte di magazzino. Nel settore delle costruzioni, sia i giudizi sugli ordini sia le aspettative sull'occupazione presso l'impresa sono in peggioramento.
Nei servizi, migliorano sia le aspettative sugli ordini sia i giudizi sull'andamento degli affari; invece, i giudizi sugli ordini registrano un lieve peggioramento. Nel commercio al dettaglio si registra una diminuzione sia del saldo relativo alle vendite correnti sia di quello relativo alle aspettative sulle vendite future; le scorte di magazzino sono giudicate in accumulo rispetto al mese scorso.

SODDISFATTA CONFCOMMERCIO - «Segnale importante che sembra rafforzare i dati sulla ripresa che erano già emersi nei giorni scorsi dal lato della produzione industriale e del Pil. In particolare, l'incremento rilevato sul versante delle famiglie, il quarto consecutivo, è un indicatore di un possibile miglioramento a breve dei consumi che stentano ancora a trovare la strada della vera crescita». Questo il commento dell'Ufficio Studi Confcommercio ai dati sulla fiducia di famiglie e imprese diffusi dall'Istat.
«Tuttavia - prosegue Confcommercio - gli andamenti più recenti non debbono indurre a facili entusiasmi in quanto siamo ancora lontani da quel 2% di crescita che permetterebbe un significativo riassorbimento della disoccupazione ed una riduzione dell'area della povertà assoluta».