29 novembre 2020
Aggiornato 11:00
Legge di bilancio

Morando: «Decontribuzione del 50% per i giovani neoassunti»

Per il viceministro dell'economia potrebbe essere la misura centrale della prossima legge di bilancio. Quanto alla crescita del Pil Morando aggiunge che potrebbe essere superiore al punto percentuale.

ROMA - La «misura centrale» della prossima legge di bilancio «dovrebbe essere rivolta a introdurre una forte decontribuzione, pari al 50% degli oneri contributivi, per i neoassunti giovani. Una decontribuzione che dovrebbe essere strutturale e, cioè, dovrebbe riguardare tutti i neoassunti dal 2018 in poi». Lo dice il viceministro dell'Economia, Enrico Morando, ad Affaritaliani.it sottolineando che «ovviamente, dovrebbe essere tale da consentire che la prestazione previdenziale rimanga quella che è oggi attraverso una fiscalizzazione degli oneri contributivi. Concretamente vuol dire che è lo Stato che versa gli oneri».

IL PIANO - Secondo Morando «tutto ciò dovrebbe poi accompagnarsi a una misura in base alla quale, finiti i due anni, in capo a quel lavoratore giovane la riduzione rimanga per tutta la vita lavorativa, in maniera tale che piano piano si estenda a tutti i lavoratori italiani una riduzione dei contributi di quattro punti, sempre tramite fiscalizzazione, due punti a favore del lavoratore e due punti a favore dell'impresa. Questo è quello che, dipendesse da me, farei. Questa operazione costa relativamente poco, anche se si tratta sempre di miliardi e non di milioni di euro, almeno per quanto riguarda il primo e il secondo anno. Quando si consolida nel tempo diventa una misura molto onerosa perché quattro punti di riduzione su una platea che diventa molto ampia costano cari. Può costare molto nel medio periodo, diciamo dal 2020 in poi. Da quella data, però, questa operazione potrebbe essere finanziata con l'obbligatorietà della fatturazione elettronica anche per le transazioni commerciali tra privati».

PIL OLTRE L'1% - Quanto alla crescita del Pil nel 2017, Morando aggiunge che «il Fondo monetario, la commissione europea e la Banca d'Italia hanno alzato le previsioni di crescita. Non spetta al Governo fare previsioni fin a quando presenterà la nota di aggiornamento al Def a settembre sulla base dei dati Istat. Quelli che l'Istat ha comunicato fino a oggi segnalano che nel corso degli ultimi sei mesi l'Italia è il Paese in cui la produzione industriale è cresciuta di più nell'intera Europa. Ho preso atto delle previsioni della Banca d'Italia e del Fondo monetario che sono ben oltre l'1%. Gli organismi deputati a fare previsioni stanno dicendo che la crescita del 2017 sarà nettamente superiore all'1%».