18 agosto 2019
Aggiornato 13:00
Crediti deteriorati

Unipol crea la sua «bad bank» per salvarsi da 3 miliardi di sofferenze

L'ad Carlo Cimbri ha reso noto che il gruppo bolognese ha deciso di far confluire i suoi 3 miliardi di crediti deteriorati in una bad bank creata ad hoc procedendo a un riassetto interno

L'amministratore delegato di Unipol, Carlo Cimbri, ha annunciato la creazione di una bad bank.
L'amministratore delegato di Unipol, Carlo Cimbri, ha annunciato la creazione di una bad bank. ANSA

BOLOGNA - Unipol corre ai ripari. I crediti in sofferenza nella pancia della holding bolognese hanno raggiunto la cifra monstre pari a 3 miliardi di euro, così l'amministratore delegato Carlo Cimbri oggi ha comunicato la decisione del gruppo di creare una «bad bank» per smaltire i crediti deteriorati. Prevederà un innalzamento delle coperture del portafoglio per i Npl, ma avrà nel bilancio di Unipol un «presumibile effetto negativo di 780 milioni di euro» che «sul piano civilistico» potrà essere «compensato con le plusvalenze derivanti dalla cessione di Linear e Unisalute, lasciando sostanzialmente inalterate le prospettive reddituali» per l'esercizio.

Unipol crea una «bad bank» per salvarsi dai crediti deteriorati
L'operazione annunciata oggi, dovrebbe essere realizzata entro il primo trimestre del 2018 e prevede una scissione in favore di una newco di un compendio aziendale comprensivo del portafoglio crediti. «Intendiamo aumentare le copertura all'80%» come ha spiegato l'amministratore delegato, Carlo Cimbri, nel corso di una conference call con gli analisti ricordando che «il valore iscritto sarà di 20 centesimi» che è «il valore di riferimento in base a quello di mercato».

Riassetto interno
Cimbri ha ricordato che Unipol è l'unico gruppo in grado di procedere con questa operazione senza chiedere soldi al mercato. Poi ha precisato che non si tratta quindi del «valore a cui cederemo questi crediti», per la quale ci sarà una struttura del gruppo «su cui lavorerà» nelle prossime settimane. «Crediamo - ha aggiunto - che oggi il mercato non prezzi correttamente i valori di questi crediti, per l'eccesso di offerta indotto dalle pressioni regolamentari». Senza le sofferenze la banca svolgerà la propria attività in modo più efficiente. «In seguito provvederemo a ricapitalizzare la banca a fini regolamentari».

Nessun trasferimento di valore
«Per effetto di questa operazione non c'è trasferimento di valore», ha proseguito l'a.d. in conference call. Gli azionisti della newco saranno gli stessi attuali azionisti di UnipolSai e sono già proprietari pro quota di Npl: Unipol gruppo che ha il 57% della banca e UnipolSai che ha il residuo. La banca ha solo due azionisti. UnipolSai è coperta da put per il 27% quindi il suo rischio è 14. Gli effetti economici economici di questa operazione vanno per l'86% sul bilancio di Ugf, per il 14% su UnipolSai. Gli effetti dei futuri recuperi degli Npl andranno per l'86% a Unipol e per il 14% a UnipolSai. «E' un'operazione neutra dal punto di vista del trasferimento di valori dentro il gruppo", ha concluso l'ad.