17 novembre 2019
Aggiornato 18:30
1569 esuberi entro il 2020

Ubi Banca compra le Good bank e taglia un terzo del personale

Ubi Banca ingloba le tre good bank e con il piano di incorporazione prepara maxi tagli al personale: previsti 1569 esuberi e 140 chiusure di filiali entro il 2010

Il consigliere delegato di Ubi Banca, Victor Massiah.
Il consigliere delegato di Ubi Banca, Victor Massiah. ANSA

MILANO – Dopo il via libera dalla Bce, Ubi Banca ingloba le tre Good Bank e aggiorna il piano industriale. Ma sull'altare dell'operazione di incorporazione verranno immolati oltre 1550 esuberi entro il 2020. Un terzo del personale di Banca Etruria, Banca Marche e Carichieti lascerà a breve il suo posto di lavoro.

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Ubi Banca compra le good bank
A valle delle autorizzazioni all'acquisto delle 3 Good Bank da parte delle Bce e della firma del closing avvenuta nel pomeriggio di eri (10 maggio 2017), Ubi Banca ha presentato l'aggiornamento del piano industriale per la 'combined entity' (Ubi Banca + le 3 Good Bank, ovvero le già Banca Marche, Carichieti e Banca Etruria). Le proiezioni per la 'combined entity' confermano i ratio di redditività e di solidità patrimoniale al 2020, e la creazione di valore industriale. In particolare, è indicato un target di utile netto per il 2020 a 1,12 miliardi di euro, con un Rote a circa il 12%.

Il piano di incorporazione
Il piano di incorporazione delle tre Good Bank da parte di Ubi Banca è previsto «estremamente rapido», si legge in una nota, con la prima migrazione «entro fine ottobre» (Nuova Banca delle Marche e CR Loreto). Ubi stima una crescita dei proventi operativi da circa 3,6 miliardi nel 2016 a 4,1 nel 2019 e a 4,5 miliardi nel 2020, grazie alla riduzione dei tassi sulla raccolta (miglioramento del markdown) e all'apporto commissionale. Il piano vede inoltre un incremento delle coperture dei crediti deteriorati, inclusi gli stralci, dal 44,3% del dicembre 2016 al 46% nel 2019 e al 47% del 2020 (dal 58,2% a circa 60% per le sofferenze).

Massicci licenziamenti in vista
Per quanto riguarda i dividendi è confermata la distribuzione del 40% circa dell'utile ordinario. E secondo le previsioni di Ubi, l'utile netto del 2019 sarà pari a circa 919 milioni con un Rote dell'11%, mentre nel 2020 l'utile dovrebbe attestarsi a oltre 1,117 milioni con un Rote del 12%. Rimangono «confermati il business model e le linee strategiche» definite nel piano industriale stand alone di Ubi presentato a giugno 2016, che verrà esteso anche al perimetro delle Good Bank. E' inoltre previsto un «forte ricambio generazionale», con riduzione di circa 3.000 risorse, per effetto dell'uscita di circa 4.000 lavoratori, di cui circa 2.170 con accesso al Fondo di Solidarietà (già spesati i costi per 1.300 sul perimetro Ubi Banca e circa 530 sul perimetro delle Bridge Banks).

1569 esuberi entro il 2020
All'orizzonte, infatti, compaiono maxi tagli al personale. Oltre 1569 esuberi (-32% rispetto al 2016) sono previsti entro il 2020 come pure la chiusura di 140 filiali. Una vera e propria ondata di licenziamenti che Victor Massiah, consigliere delegato di Ubi Banca, ritiene «inevitabili» nelle tre banche appena acquisite dal gruppo. «Dobbiamo, senza alcuna finzione, ricordare che le tre banche che arrivano, e le altre società loro collegate, giungono da un contesto di grande crisi, di grande difficoltà», ha osservato Massiah in una videointervista. Questo, sostiene, «implica inevitabilmente delle azioni cosiddette di 'turnaround' che vanno innanzitutto a incidere sulla struttura dei costi e sulla qualità del credito».

Massiah: Licenziamenti inevitabili
«Saranno quindi necessarie delle importanti riorganizzazioni, ci saranno delle uscite di personale inevitabili», ha aggiunto il top manager. Allo stesso tempo, però, secondo il top manager, la pulizia che è stata fatta sulla situazione del credito non performante «migliorerà nettamente il costo del rischio». Nel complesso, Massiah ha definito l'acquisto delle tre banche una «operazione importante che mantiene l'obiettivo che ci eravamo dati all'inizio di arrivare a oltre 100 milioni di utili apportati dal gruppo delle tre banche dopo, evidentemente, la 'cura' e che allo stesso tempo prevede quell'importante uscita dal periodo più brutto della crisi per quanto riguarda anche il nostro perimetro».