14 novembre 2019
Aggiornato 17:00
BBB

Padoan a Fitch: «Nessun elemento giustifica il peggioramento del rating»

Il ministro dell'Economia ha replicato da Washington al declassamento del rating sul debito pubblico italiano da parte dell'agenzia Fitch. Ma anche il Fmi prevede un peggioramento dell'indebitamento pubblico nel corso del 2017

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan.
Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. ANSA

ROMA - Fitch ha declassato il rating dell'Italia da BBB+ a BBB. E la replica del ministro dell'Economia del governo Gentiloni, Pier Carlo Padoan Padoan, non si è fatta attendere. Secondo il numero uno del Mef non c'è nessun elemento nuovo economico, nè sul debito, nè sulle banche, che giustifichi il peggioramento della valutazione sull'Italia da parte dell'agenzia di rating.

La replica di Padoan a Fitch
Interpellato sull'abbassamento del rating di Fitch durante la conferenza stampa conclusiva della delegazione italiana a Washington per discutere i dati pubblicati sull'economia globale dal Fmi, il ministro dell'Economia Padoan ha risposto: «A me sembra, nel leggere le motivazioni di questa decisione che non c'è niente di nuovo sul piano economico».Dall'ultima volta che Fitch ha dato un rating «non c'è niente di nuovo» che giustifichi un peggioramento della situazione dal punto di vista economico nè dalla dinamica del debito, "che anzi va migliorando», nè dalla situazione delle banche «che non è sicuramente peggiorata in questo periodo».

Le previsioni del Fmi sul debito italiano
E' lo stesso Fondo monetario internazionale, però, a sottolineare un peggioramento della dinamica del debito pubblico italiano, che dovrebbe raggiungere un picco massimo nel corso del 2017. «A me sembra - ha sottolineato invece il ministro - che il giudizio derivi essenzialmente dall'accentuazione del rischio politico nella valutazione di Fitch».Padoan ha usato accenti più netti in merito al giudizio dell'agenzia di rating che segnala un 'fallimento' nella strategia di ridimensionamento del debito pubblico.

Padoan: Quel che conta è l'inversione di tendenza
«Mi sembra - ha proseguito il ministro - che quel commento sia del tutto fuori luogo: il debito italiano è andato aumentando in misura molto significativa negli anni passati, adesso si è stabilizzato e sta cominciando a scendere». Quello che conta per Padoan «è l'inversione di tendenza». La discesa del debito dipende in misura principale dall'andamento della crescita nominale, dalla crescita reale, «che sta migliorando e dalla misura dell'inflazione che rimane ancora molto bassa» ha aggiunto il numero uno del Mef.

Il surplus primario dell'Italia è in crescita
Inoltre Padoan non ha dimenticato di evidenziare che l'intonazione della politica di bilancio ("Fiscal stance") del governo è «tra le più rigorose della zona euro e siamo uno dei pochi Paesi che ha sempre mantenuto in questi anni, con l'eccezione del 2009, un surplus primario che non si sta riducendo, anzi». Quindi «non mi sento affatto di accettare quella paola. Detto questo siamo tutti ben coscienti che la riduzione del debito è uno dei grandi obiettivi della politica del governo", ha concluso il ministro.