3 aprile 2020
Aggiornato 21:30
Verso l'integrazione finanziaria? No

Arrivano i bond sovrani, un'altra dose di droga per la finanza europea

Molto simili agli Eurobond, gli Sbs dovrebbero portare capitale fresco alle disastrate economie del sud Europa. La Germania, come sempre, non è d'accordo

BRUXELLES -  Un nuovo, disperato, tentativo di irrorare l’economia di denaro sonante creato dal nulla. Si chiamano «bond sovrani» e dovrebbero essere lo zuccherino, anche a livello semantico, atto ad addolcire la rivolta delle classi medie impoverite dalla globalizzazione. Così li descrive Federico Fubini sul Corriere della sera: «Più di qualunque altra, lo dimostra una proposta sui titoli di Stato e i bilanci bancari alla quale lavorano il Consiglio europeo sul rischio sistemico (Esrb), guidato dal presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, e la Commissione Ue sotto la guida del vicepresidente Valdis Dombrovskis. L’idea è semplice negli obiettivi, quanto complessa nella sua struttura: nuovi titoli europei che Dombrovskis stesso definisce Sbs, «sovereign-backed securities», bond europei collateralizzati da obbligazioni emesse dai governi».

Il termine "sovrano"  dovrebbe addolcire le critiche definite populiste
Il termine "sovrano"  dovrebbe addolcire le critiche, definite populiste, relative all'egemonia tedesca in campo finanziario: o quanto meno dovrebbe rimandare ad una perduta facoltà di scelta da parte degli Stati Nazione che compongono la UE. Si tratta di qualcosa di molto simile agli Eurobond che Mario Draghi da tempo invoca. Perché sono un prodotto collegato, in termini tecnici collaterizzato, ai bond nazionali, ma assicurati, par di capire, dalla Bce. Questo renderebbe gli Sbs alternativi, in termini di sicurezza e rendimento, ai buoni del Tesoro Usa: almeno questo è l’auspicio. Ogni prodotto messo sul mercato sarà composto da pezzi di bond afferenti dai diciannove paesi che aderiscono alla moneta unica. Ci saranno bond senior, e junior: i primi avranno caratteristiche molto simili al bund tedesco, mentre gli altri avranno caratteristiche decisamente più speculative.

Perché la Germania li avversa
Perché la Germania li avversa? La risposta è molto semplice: rappresentano uno strumento finanziario alternativo ai titoli di stato tedeschi: che, per giunta, la Germania dovrebbe finanziare attraverso il suo collaterale. Per un paese economicamente egemonico come la Germania di Angela Merkel, pensare di cedere sovranità finanziaria, ma sarebbe meglio dire "spalmare", con altre nazioni, è un boccone amaro. Dall’altro canto i bond sovrani sono uno strumento che ingolosisce le magre economie del sud Europa, alle prese con una perdurante recessione peggiorata dalla costante fuga di capitali.

Redistribuire la raccolta finanziaria su più soggetti
Si tratta quindi, in sostanza, di redistribuire la raccolta finanziaria su più soggetti: un tema antico, uno dei nodi da sempre irrisolti dell’integrazione europea. Paesi come Grecia, Italia, Portogallo, Francia sono attraversati da forti spinte centrifughe inerenti la moneta unica, che sempre più viene messa in discussione. L'idea, di Mario Draghi, è di creare uno strumento che fermi, o quantomeno rallenti, queste forze: che per altro sono molto forti sul piano popolare ma vengono stoppate da timorosi governi. Per questa ragione gli Sbs possono essere venduti sul piano del marketing politico come un prodotto salvifico, il cui unico scopo è stemperare la crescente marea anti europeista.

Il settore bancario festeggia
La semi promessa di Mario Draghi sul prossimo arrivo sul mercato dei cosiddetti Sbs alternativi ha ovviamente galvanizzato il settore bancario primario e secondario. Lo strumento, che implementa ancora più il Quantitative Easing, è l’ennesimo carburante che viene riversato nel settore. Che ormai ha sempre più la caratteristiche di un organismo tossicodipendente. Il mercato finanziario si trova infatti in una situazione schizofrenica, che si può riassumere nell’antico adagio «troppo grande per fallire». Gli istituto di credito hanno in pancia trilioni di crediti deteriorati, carta straccia che potrebbe travolgere l’economia reale, nonché interi stati, per sempre. Per questa ragione necessita di sempre nuovi strumenti, come nel caso degli Sbs, per ricapitalizzarsi: e per riprendere ad investire, ma questo è un verbo fuori luogo, nel tentativo di recuperare. Gli Sbs, quindi, dovrebbero essere lo strumento atto a portare capitale dentro i debiti pubblici sovrani delle nazioni, ma con ogni probabilità verranno drenati all’origine dal settore bancario: esattamente quanto sta accadendo al Qe dal 2012.

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