29 giugno 2017
Aggiornato 16:01
Voucher addio

Voucher cancellati dal 2018. Da tutto a niente per ragioni politiche

Il boom dei voucher aveva subito una flessione significativa dopo l'introduzione delle nuove norme sulla tracciabilità, perciò la decisione dell'Esecutivo potrebbe essere stata dettata per lo più da ragioni politiche

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.
Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. (Giorgio Onorati | ANSA)

ROMA - Il decreto legge del governo Gentiloni appena approvato cancella l'attuale istituto dei voucher e ripristina la responsabilità solidale negli appalti. Il Consiglio dei ministri ha abrogato lo strumento a partire dal 2018, ma secondo il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, la decisione dell'Esecutivo potrebbe far aumentare il lavoro nero. La tracciabilità, invece, avrebbe potuto ridurne l'abuso mantenendoli in essere, come sottolineato dai recenti dati diffusi dall'Inps.

Il boom dei voucher e le nuove norme sulla tracciabilità
Nel 2016, i voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, avevano raggiunto la quota di 133,8 milioni, in aumento del 23,9% rispetto all'anno precedente. I dati dell'osservatorio sul precariato dell'Inps avevano però evidenziato che da ottobre 2016, cioè con l'entrata in vigore delle nuove norme sulla tracciabilità, c'era stata una «significativa flessione» dell'utilizzo dei buoni lavoro.

Tra i primi committenti ci sono i sindacati
Tant'è che già a dicembre il numero dei voucher venduti (11,5 milioni) risultava sostanzialmente equivalente a quello dello stesso mese del 2015 (11,4 milioni). Un trend proseguito anche a gennaio con 8,9 milioni di buoni lavoro venduti (+3,9% rispetto a gennaio 2016 quando ne erano stati venduti 8,5 milioni). Un incremento giudicato «modesto» dal presidente dell'istituto di previdenza, Tito Boeri. In audizione alla Camera, lo stesso Boeri aveva poi presentato una tabella secondo la quale tra i primi 5mila committenti per l'utilizzo dei buoni lavoro c'erano 36 organizzazioni sindacali.

Ne abusano anche le cooperative
Nel 2016, i sindacati hanno infatti usato circa 280mila voucher per 1.559 persone. Tra i maggiori utilizzatori ci sono anche le cooperative. Inoltre, secondo dati sull'attività di vigilanza di ministero del Lavoro, Inps e Inail lo scorso anno è stato accertato l'utilizzo improprio dei voucher in 2.700 casi. Le imprese che li hanno utilizzati in modo irregolare sono state 2.210. L'uso fittizio è servito a coprire il lavoro nero in 1.638 casi.

Una decisione politica
Dall'8 ottobre 2016 (entrata in vigore delle nuove disposizioni sulla tracciabilità) al 31 dicembre è stata riscontrata la violazione dell'obbligo di comunicazione per 284 lavoratori. Le relative sanzioni amministrative sono stati pari a 227.200 euro. Il rischio ora, dopo l'abolizione totale dei voucher, è che riprenda a dilagare il lavoro nero, come sottolineato dal ministro Poletti. Sono in molti, infatti, a ritenere che la decisione del governo Gentiloni sia stata dettata per lo più da ragioni politiche - e non di merito - e che sia stato convenuto di cancellare lo strumento dei buoni lavoro soprattutto per evitare le ripercussioni negative del referendum promosso dalla Cgil per il 28 maggio prossimo.