La manifestazione di Roma

Camusso: «La precarietà uccide»

Così la segretaria della Cgil dal palco di piazza San Giovanni, nel giorno della manifestazione indetta dalla Cgil: «Paese frantumato, abbiamo perso l'idea che il lavoro è la ricchezza del Paese». Damiano: «Presenza voucher contraddice Jobs act».

Cgil in piazza, Camusso: «Con voucher schiaffo a democrazia»
Cgil in piazza, Camusso: «Con voucher schiaffo a democrazia» (ANSA)

ROMA - Di «precarietà» si «muore» e ai «teorici dei numeri in un Paese frantumato diciamo che rischiano di esserci tanti zero virgola e non possiamo permetterci di non vederli. Produrre diseguaglianza non è il modo per uscire dalla crisi». Così la segretaria della Cgil, Susanna Camusso, dal palco di piazza San Giovanni, nel giorno della manifestazione indetta dalla Cgil contro la reintroduzione dei voucher e per «il rispetto per il lavoro, la democrazia e la Costituzione».
«Noi - ha sottolineato - abbiamo innanzitutto un compito che è quello di ricostruire l'unità del mondo del lavoro. Non ci sarà alternativa se non si pone come centrale discriminante il lavoro».
E' stato «persa l'idea - ha proseguito Camusso - che il lavoro è la ricchezza del Paese» mentre si sono viste «troppo spesso imprese arricchire se stesse» e «alle tante associazioni che ogni giorno chiedono di più domandiamo: volete il lavoro? Pagatelo e riconoscetelo». Le «politiche di arroganza sul lavoro hanno travolto» tutto e poiché «non abbiamo paura né del confronto nè del conflitto» per questo «da questa piazza ripartiamo ancora una volta da noi, dal lavoro, dalla lotta».
Basta con «la favola del lupo che ci stanno raccontando» e cioè che serva «trovare formule perchè altrimenti cresce il lavoro nero - ha affermato riferendosi alla reintroduzione dei voucher - ricominciamo a dire che il lavoro nero è un reato, chiamare le cose con il proprio nome fa chiarezza».

Camusso: «Si reintroduce ennesima forma di precarietà»
Riferendosi alla ministra Anna Finocchiaro, senza nominarla, Camusso ha detto che con lo strumento di regolazione del lavoro occasionale inserito in manovra «si reintroduce l'ennesima forma di precarietà, raccontando che è un contratto, mentre invece è una pura transazione commerciale che non prevede nessun diritto per i lavoratori».
«Non si può rubare il voto ai cittadini e il futuro ai ragazzi e alle ragazze del paese», ha aggiunto.
«Davanti a noi - ha proseguito - abbiamo uno scorcio di legislatura, non sappiamo quanto durerà» ma per Camusso ci sono molte cose da fare: «la si smetta con i bonus, nel traccheggiare, e si costruisca invece un piano di investimenti e lavoro, scelte strategiche per il Mezzogiorno, non può essere che ancora una volta i fondi strutturali» siano spesi in «mille rivoli». E al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti che sull'Ape social e sui lavoratori precoci ha avuto «qualche mese di ritardo», ricorda che la «vertenza sulle pensioni» è ancora «aperta».

Damiano: «Presenza voucher contraddice Jobs act»
«La manifestazione della Cgil, che ha visto una grande partecipazione di lavoratori e pensionati, ripropone il tema del lavoro e, soprattutto, della sua qualità e continuità. La questione dei voucher e delle attività occasionali, anche a causa dell'orientamento del Governo di non avviare un confronto preventivo con le parti sociali, mette in luce il persistere di scelte che contraddicono la centralità delle assunzioni a tempo indeterminato». Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.
«In questo modo - prosegue - il Jobs Act, con i suoi incentivi-spot del 2015 a favore del contratto a tutele crescenti, è diventato una rondine che non ha fatto primavera. Emerge con forza, come ha sottolineato Susanna Camusso, il tema della certificazione della rappresentatività delle organizzazioni sindacali del lavoro e dell'impresa: andrebbe portata a termine, in questo fine legislatura, una legge di sostegno, già in discussione alla Commissione lavoro della Camera, che recepisca l'accordo tra Cgil, CISL, Uil e Confindustria».
«Quell'intesa può essere migliorata recependo un criterio di certificazione della rappresentatività anche delle Organizzazioni delle imprese e fissando una soglia minima, sempre di rappresentatività, per poter proclamare gli scioperi nei servizi pubblici essenziali», conclude.